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12. 08. 2020 04:54

Coronavirus, la luce in fondo al tunnel? Lo studio della Statale di Milano tra contagi e timori

La pandemia ha innescato un processo di cambiamento sociale rapidissimo che ha influenzato i comportamenti quotidiani, le opinioni e i giudizi dei cittadini italiani

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Sono passati esattamente sei mesi dall’individuazione dei primi due casi di coronavirus in Italia. Negli ultimi mesi le nostre abitudini sono cambiate radicalmente e, anche se tutti reclamano la normalità, con buone probabilità, superata l’emergenza le cose non saranno più come prima.

Coronavirus, la luce in fondo al tunnel? Lo studio della Statale di Milano tra riduzione dei contagi e timori per l’economia

È uscito il rapporto finale di un’indagine dell’Università Statale di Milano che per tre mesi ha monitorato i comportamenti, le opinioni e le reazioni degli italiani durante l’emergenza coronavirus. Nonostante i segnali incoraggianti sul piano sanitario, il controllo dei contagi non attenua i timori.
Se da un lato cresce la fiducia nell’Unione Europea, sono grandi i timori sulle conseguenze economiche della crisi. Critico il quadro economico.

La ricerca. La State ha monitorato il lockdown degli italiani e ha osservato la risposta sella società negli ultimi mesi attraverso il progetto di ricerca ResPOnsE Covid-19, coordinato dal Prof. Cristiano Vezzoni e da SPS TREND Lab. Obiettivo della ricerca, sviluppare una infrastruttura di ricerca per il monitoraggio quotidiano dell’opinione pubblica durante l’emergenza coronavirus. Il dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università Statale di Milano, ha rilevato comportamenti, opinioni e benessere dei cittadini italiani durante la crisi. Sono state mediante raccolte 150 interviste al giorno che hanno permesso di seguire i principali trend, e anche consentito un confronto approfondito tra le diverse aree del paese. La ricerca si è posta come strumento di policy making rivolto alla definizione di interventi efficaci per il superamento dell’emergenza.

I risultati dell’indagine

  • Dal punto di vista sanitario i segnali sono incoraggianti. Rimane critico il quadro economico. La riduzione della percezione del rischio di contagio non attenua i timori sulle conseguenze economiche della crisi
  • La pandemia del coronavirus si impone come esperienza collettiva che non risparmia nessun settore e nessun territorio del paese, al pari di altri importanti e sofferti avvenimenti passati e in corso (ad esempio situazioni di guerra)
  • Il paese continua a vivere una situazione di estrema incertezza che colpisce soprattutto i settori più vulnerabili della società italiana
  • Dopo oltre 100 giorni dall’inizio del lockdown è tornata una certa normalità nelle attività fuori dalle mura domestiche, ma è necessario non abbassare la guardia e continuare a seguire le principali misure di prevenzione della diffusione del virus perché il rischio di una ripresa della pandemia esiste

Comportamenti e adesione alle misure di contenimento del coronavirus

  • #iostoacasa ha funzionato: nelle prime fasi di lockdown gli italiani sono stati estremamente disciplinati. L’adesione alle norme è stata alta
  • Sono in crescita le attività extra-domestiche
  • Post lockdown le misure individuali di contrasto alla trasmissione del virus vengono seguite di meno: distanziamento sociale, l’uso della mascherina e il lavaggio delle mani
  • È cresciuta l’insofferenza verso la limitazione delle libertà individuali
  • Il ritorno alla normalità è un segnale positivo, ma abbassare la guardia potrebbe rappresentare un rischio per il riesplodere di focolai e il riacutizzarsi della pandemia

Giudizio sulle misure prese dal governo

  • Il giudizio sulle misure anti-coronavirus prese dal governo rimane positivo
  • Meno positivo invece il giudizio sulle misure economiche
  • Dopo la richiesta di un allentamento del confinamento, da maggio gli italiani sono tornati a chiedere il mantenimento (45%) o addirittura l’inasprimento (25%) delle misure anti-coronavirus
  • Gli italiani mantengono una opinione equilibrata su quale debba essere la priorità del governo, con una posizione intermedia tra salvaguardia della salute pubblica e rilancio dell’economia nazionale

Percezione del rischio per la salute, il lavoro e l’economia

Col il miglioramento della situazione sanitaria, si riduce la percezione del rischio di contagio. Tuttavia, se si considerano i rischi per il proprio lavoro o per la situazione economica della propria famiglia, la percezione di incertezza e timore è diffusa in tutto il paese, da nord a sud.

La fiducia nelle istituzioni

  • La fiducia degli italiani nel Parlamento nazionale rimane bassa ed è diminuita durante il corso della crisi
  • Cresce la fiducia nell’Unione Europea: dopo l’esito positivo delle trattative sul recovery fund, che ha visto il nostro paese come uno dei maggiori beneficiari degli aiuti comunitari, l’Unione Europea può rappresentare un punto di riferimento per la ripartenza.

Esperienza di crisi collettiva

  • La pandemia è stata un’esperienza di crisi collettiva
  • La maggioranza degli italiani ha sentito direttamente la vicinanza fisica del virus: molti conoscono persone che sono morte, sono state ricoverate o messe in quarantena a causa del coronavirus
  • Anche il giudizio sull’economia nazionale è estremamente pessimistico e generalizzato: 4 italiani su 5 ritengono che la situazione dell’economia sia peggiorata dall’inizio della pandemia

In breve

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