Alla riapertura delle lezioni dopo le vacanze di Natale, al Liceo Virgilio sarà attiva una task force di psicologi per supportare studenti, insegnanti e famiglie dopo la tragedia di Crans-Montana, nella quale sono rimasti feriti alcuni ragazzi dell’istituto.
Tra i giovanissimi coinvolti nell’incendio in Svizzera ci sono infatti quattro studenti della terza D del liceo milanese: due ragazze e due ragazzi. Una notizia che ha scosso profondamente compagni di classe e docenti, rendendo necessario un intervento strutturato di sostegno psicologico fin dai primi giorni di rientro a scuola.
Psicologi in classe per affrontare il trauma collettivo
«Siamo in allerta per capire dove sarà necessario intervenire a supporto delle famiglie», ha spiegato Erica Fioravanzo, coordinatrice del gruppo di lavoro emergenze dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia. Il gruppo, già operativo in Svizzera, seguirà ora anche la situazione a Milano.
Secondo la psicologa, l’età dei ragazzi rende fondamentale un accompagnamento che coinvolga l’intera comunità scolastica. «Due psicologi saranno presenti all’apertura della scuola per aiutare studenti e insegnanti a fare rete e ad elaborare quanto accaduto», ha sottolineato. L’obiettivo non è cancellare il dolore, ma rafforzare la resilienza, sia individuale sia collettiva, per ridurre l’impatto traumatico sulla psiche dei ragazzi.
Fare comunità per non restare soli
Uno degli aspetti centrali dell’intervento sarà la condivisione. «La cosa peggiore in una situazione di trauma è la solitudine», ha rimarcato Fioravanzo. «Quando il dolore è individuale ci si sente isolati. In una tragedia collettiva, invece, i ragazzi possono condividere, parlare, costruire ricordi comuni che danno forza».
Gli psicologi lavoreranno affinché gli studenti possano esprimere emozioni, paure e domande, trasformando il rientro in classe in un momento di elaborazione condivisa, non di rimozione.
Quattro studenti feriti, l’attesa di notizie
Il dramma di Crans-Montana è anche il dramma di una classe. I quattro studenti coinvolti sono Francesca, Sofia, Leonardo e Kean. Sofia è in arrivo all’Ospedale Niguarda di Milano, mentre l’altra ragazza è stata operata a Zurigo e dovrà affrontare un nuovo intervento. I due ragazzi, feriti, si trovano ancora in Svizzera.
In un primo momento il gruppo di studenti doveva essere composto da sei persone. «Poi sono partiti in quattro», ha spiegato il preside Roberto Garrone, confermando che la scuola sta cercando di attivare ogni forma possibile di supporto, anche in coordinamento con le famiglie.
Sostegno anche a docenti e genitori del liceo Virgilio
L’intervento psicologico non sarà limitato agli studenti. Oltre alla presenza degli specialisti nelle prime giornate di scuola, è previsto anche un incontro dedicato a insegnanti e genitori, per fornire strumenti utili ad affrontare il dialogo con i ragazzi e riconoscere eventuali segnali di disagio.
Il liceo Virgilio, come altre realtà scolastiche milanesi, si trova così a gestire una situazione complessa, in cui il ruolo educativo si intreccia con quello emotivo. In attesa di notizie rassicuranti sulle condizioni dei compagni feriti, gli studenti restano uniti, sospesi tra preoccupazione e speranza, accompagnati da una città che prova a prendersi cura delle sue ferite più giovani.
