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20. 05. 2022 22:54

Vaccini in Lombardia, l’appello dei volontari: “Chi resta in città ci aiuti”

I gruppi di accoglienza e assistenza presenti nei vari hub, formati da alpini, marinai, Protezione civile, Ordine di Malta e semplici cittadini, chiamano a raccolta coloro che rimarranno a Milano

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La lotta al Covid 19 avviene grazie alla collaborazione ed è proprio questo quello che chiedono i gruppi di accoglienza e assistenza presenti nei vari hub della città di Milano nei confronti dei cittadini che rimarranno ad agosto a casa. Proprio loro, i primi punti di riferimento per chi va a vaccinarsi in Lombardia contro il Covid, chiedono aiuto.

Vaccini in Lombardia, la Protezione Civile in primo piano

Di norma chi fa presidio negli hub vaccinali lombardi sono persone che fanno parte della Protezione Civile o di tante altre associazioni e onlus. L’assessore lombardo a territorio e protezione civile, Pietro Foroni, ha calcolato che finora tutti questi uomini e donne abbiano contribuito nella lotta al virus con oltre 400 mila giornate di lavoro. «Dati impressionanti — le sue parole — che dimostrano quanto sarebbe stato complicato affrontare una pandemia senza la costante presenza del nostro sistema di volontariato di Protezione civile regionale, che ringrazio per il grande lavoro svolto insieme a tutto il personale sanitario. Ad agosto l’operato dei volontari non si ferma». 

L’esempio degli Alpini 

Tra i tanti volontari presenti, spiccano sempre gli Alpini. Sarà per la loro generosità, il loro sorriso perenne sulle labbra o, semplicemente, per la foglia presente sull’immancabile cappello: «Siamo organizzati in due turni, dalle 7 alle 13.30 e dalle 13 alle 19.30 — ricorda Paolo Ghioldi, tra i coordinatori insieme a Carlo Rosa e Giovanni Sanguineti, parlando dell’hub vaccinale di Palazzo delle Scintille dalle pagine del Corriere della Sera —. Copriamo sette giorni su sette. Servono almeno venti persone a turno, 280 alla settimana. Non siamo operatori sanitari e non ci vuole nessuna patente, solo un po’ di disponibilità. Quando è stato inaugurato l’hub è stato chiesto a noi, Associazione Nazionale Alpini-sezione di Milano, di collaborare per la parte di accoglienza. Io ho un’agenzia di viaggio: poco il lavoro di questi tempi. Così ho iniziato a dare una mano alle Scintille il 24 maggio. Speriamo che chi resta a casa ad agosto faccia lo stesso». Si spera che la risposta possa essere importante, soprattutto considerando la grande richiesta di vaccini presente in Regione ad oggi e alla grande necessità che si avverte di persone che possano sostenere la macchina organizzativa.va

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