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29. 09. 2021 05:14

Nasce a Milano il ventilatore polmonare “low cost”: «Riunite università, centri di ricerca e laboratori»

Il professor Cristian Galbiati ha messo insieme un team di ricercatori per il progetto

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L’unione fa la forza. Lo sa bene Cristiano Galbiati, professore e ricercatore presso l’Università di Princeton e i Laboratori nazionali del Gran Sasso, ideatore del progetto Milano Ventilatore Meccanico (MVM).

 

Ventilatore polmonare low cost, parla il professor Cristiano Galbiati

Mobilitando numerose realtà scientifiche a livello mondiale, il professor Galbiati ha messo a punto un dispositivo che ha il vantaggio di utilizzare «una tecnologia sicura, che costa meno ed è gentile sui polmoni dei pazienti, oltre ad essere facile da utilizzare», racconta a Mi-Tomorrow.

Come funziona questo nuovo dispositivo?
«Si tratta di un ventilatore meccanico per cure di terapia intensiva. La sua caratteristica fondamentale è quella di essere un dispositivo molto semplice, realizzato con pochi pezzi prontamente disponibili sul mercato. Grazie a queste modalità può essere replicabile rapidamente su larga scala».

Quando è nato questo progetto?
«L’idea è nata il 19 marzo: ho chiamato un amico proprietario di una grande azienda che aveva fatto una donazione all’ospedale della Fiera, mi diceva che l’ordine fatto per alcuni ventilatori dalla Germania era stato cancellato. Ho subito pensato: dobbiamo fare qualcosa».

Ha raccolto fin da subito molte adesioni tra i suoi colleghi.
«Sì, il team di lavoro è davvero molto ampio: molte istituzioni universitarie, centri di ricerca e laboratori nazionali italiani ma anche di Stati Uniti, Canada, Francia e Spagna. Mi aspettavo una particolare solidarietà soprattutto dai i veramente Paesi amici dell’Italia, nel momento del bisogno lo hanno dimostrato. Non parlo solo di ricercatori, ma anche il sostegno di privati e istituzioni internazionali e nazionali».

Anche le autorità italiane hanno dunque avuto la loro parte nel vostro operato.
«Assolutamente. Voglio ringraziare la Regione Lombardia e la Protezione Civile Nazionale perché ci hanno dato tutto ciò di cui avevamo bisogno in tempo reale, anzi direi tempi record».

In che fase si trova ora il ventilatore?
«Stiamo realizzando le prime unità di produzione seriale che sono destinate al test. Il processo di certificazione è in fase avanzata: abbiamo inviato delle domande molto stringenti sia alla FDA americana, uno degli enti certificatori più rigorosi, con cui siamo in una discussione serrata, che al Ministero della Salute italiano».

Quindi quando potremo vederlo nei nostri ospedali?
«Ovviamente il prima possibile, la mia speranza è che ci possa essere il “sì” definitivo nel giro di pochi giorni. C’è un interesse enorme verso questa tecnologia, quindi una volta ottenuta la certificazione finale la produzione inizierà velocemente su iniziativa dei diversi governi delle nazioni colpite».

Pensa ci possa essere la possibilità di utilizzare il vostro ventilatore in altre zone del mondo anche dopo l’emergenza coronavirus?
«Siamo già in contatto con i nostri missionari in Niger, Burkina Faso, Ecuador e Bolivia. L’altra strada che abbiamo pensato è quella di relazionarci con i nostri professori universitari italiani nelle università di quelle nazioni. Vogliamo lasciare un messaggio differente».

Quale?
«Nel nostro momento di massimo bisogno, molti dei Paesi benestanti sono stati molto stizzosi nei nostri confronti per quanto riguarda la solidarietà economica e finanziaria. Penso che ora avremo il modo di dimostrare che noi siamo diversi verso chi ha molte meno risorse delle nostre».

Ventilatore polmonare, un progetto totalmente no profit

Il professor Galbiati sottolinea che il progetto Milano Ventilatore Meccanico è stato sviluppato in modalità «totalmente no profit dagli scienziati, è un disegno aperto e chiunque ne avrà le capacità potrà replicarlo».

La decisione di non brevettare il ventilatore comporta che le aziende, se dimostreranno di possedere le adeguate certificazioni e autorizzazioni dalle autorità nazionali e internazionali, potranno riprodurre questo dispositivo mantenendo i costi di vendita bassi.

Sulla piattaforma GoFundMe è attiva una raccolta fondi i cui proventi saranno gestiti dalla Fondazione Aria a supporto delle attività di sviluppo e costruzione delle prime unità di MVM. La somma raccolta dalla piattaforma finora è superiore ai 30.000 euro.

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