In seguito alla squalifica dalla settantesima edizione del Festival di Sanremo, il cantante Bugo, con la sua casa di produzione Mescal, ha convocato una conferenza stampa per chiarire l’episodio avvenuto ieri sera sul palco dell’Ariston.

 

Bugo, in seguito alla clamorosa esclusione, ha ricostruito l’incomprensione con Morgan, prima e durante l’esibizione.

Come siete arrivati all’esibizione di ieri?
«La cosa più assurda è che sono qua a giustificare la mia buona fede nei confronti di Marco. Avrei voluto fare questa cosa in maniera seria con lui in nome dell’amicizia e del rispetto che c’è tra di noi. La canzone era la mia, Marco è intervenuto magnificamente con la sua voce. Ho pensato, da amico, di condividere con lui: l’ho ripetuto più volte. Quando è stato il momento di decidere, ho scelto di affidarlo a lui. La decisione della cover l’ho lasciata a lui, infatti ha fatto una scelta fantastica. Marco mi ha chiesto di dirigere, è stato un gesto d’affetto. La questione è degenerata, c’erano delle cose che non tornavano. Mi sono trovato a fare una canzone senza sapere la versione che voleva fare. Alle prove arrivavo, puntuale, ma chiedevo cosa dovevo fare: aspettavo indicazioni perché non sapevo niente. Posso fare una canzone su questo palco senza aver mai provato? Cerco di cantarla nel miglior modo possibile, non ero felice dopo quella serata».

Com’è nata l’incomprensione sul palco?
«Poi abbiamo cantato ieri sera, sono arrivato puntuale, anche in anticipo. Non amo arrivare in ritardo, ero pronto e contento prima di salire. Marco lo conosco da 17 anni, non mi ero legato nulla al dito, volevo portare a casa questa cosa: l’amicizia per me era forte. Ieri sera Morgan è arrivato poco prima della nostra esibizione, mi stavo mettendo l’auricolare e prima di salire sulla rampa finale ci siamo incontrati. Ho visto che ha cominciato a fare battute su un ragazzo della nostra squadra, comprendo la tensione. Io volevo uscire sorridente ieri sera, oggi mi costa fatica parlare di questa cosa: quando ho visto Morgan che prendeva in giro questo ragazzo della nostra squadra gli ho chiesto di salire e divertirci.

Come hai reagito?
«Volevo smorzare i toni, ne avremmo parlato il giorno seguente. Volevo portare a casa un’esibizione fatta bene, volevamo far sorridere la gente. “Che figata questa coppia”, per me era veramente un inno alla nostra amicizia e volevo trasmettere questo concetto. Prima di salire gli chiedo di andare su a divertirci; in quel momento ha iniziato ad insultarmi anche con parole pesanti, tutte cose brutte. Io stavo zitto, con noi c’erano anche due della Rai, è la verità. Due di questi ragazzi hanno sentito le urla di Morgan, non ho mai replicato perché io sono così. Quando ci hanno chiamato, io ero turbato. Lui è sceso e io non sapevo se uscire, mi sono bloccato. Cosa vado a fare?».

E alla fine?
«Alla fine sono sceso anch’io, Morgan ha fatto questo gesto sorridendo. Mi ha detto che sono un dilettante e che non sono niente. Smentisco di aver modificato il testo, costa la squalifica: non avrei mai potuto. Mi ero reso conto che sarebbe potuto succedere qualcosa, io ho visto i fogli solo quando li ho presi. Sono sceso e guardavo dritto, ho capito subito le brutte intenzioni, non ho fatto scenate perché non è nel mio carattere. Non sapevo come reagire in quel momento, sono andato via. Io ho scritto questa canzone, lui l’ha cambiata. Non ho mai smentito la sua fama, noi funzionavamo nell’insieme. Morgan è un figo, non parlerò mai male di lui».