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18. 05. 2021 23:14

Il primo Sanremo di Fulminacci: «Parlo dell’amore, ma non del mio»

Primo Sanremo per Fulminacci: emozioni e genialità in Santa Marinella

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Intelligenza emotiva, sapore cinematografico, quotidianità e genialità. Fulminacci porta il suo animo profondo e riflessivo per la prima volta sul palco dell’Ariston. E, dopo il Premio Tenco per l’album La vita veramente per la miglior opera prima, ora a Sanremo ecco Santa Marinella.

Come ti spieghi questi ultimi due anni?
«Sono stati anni pazzeschi nei quali sono successe cose incredibili, fuori dal normale. Con il lockdown non è che abbia tanto percepito i cambiamenti della mia vita, avevo i classici problemi di vita quotidiana. Effettivamente ho ricevuto riconoscimenti molto importanti da parte della critica e dal pubblico. Pubblico che adesso, purtroppo, esiste solo sui social. E io non vedo l’ora di poterlo riavere dal vivo per vederlo in faccia».

Qual’è l’idea che ha portato alla realizzazione di Santa Marinella?
«Parla di due persone innamorate, ma la cosa interessante è che non parla di me. L’ho scritta un giorno di getto, dopo che per un anno un mio amico mi parlava di questa storia d’amore che stava vivendo. Una storia travagliata, importante, piena di emozioni forti. Mi è venuto spontaneo scrivere perché ha iniziato a far parte anche di me. Santa Marinella è uno di quei luoghi in cui questo amore si svolge. Un luogo dove si va al mare tipo Fregene, Ostia… Ecco, i romani vanno anche a Santa Marinella, Santa Severa, sul litorale laziale».

Domani canterai Penso positivo di Jovanotti con Roy Paci e Valerio Lundini. Perché questa scelta?
«Jovanotti è uno dei miei maestri, da quando sono bambino l’ho sempre ascoltato e seguito. Il suo animo funky, ritmato e allegro mi ha sempre conquistato. Il pezzo l’ho scelto perché musicalmente è l’opposto di Santa Marinella. Per quanto riguarda gli ospiti ho scelto Roy Paci perché il brano ha una parte di fiati molto importante e lui è uno dei più grandi in questo campo, invece Valerio è uno degli intrattenitori più interessanti di questo periodo. Tra l’altro è anche un musicista e mi piace l’idea di raccontare al pubblico questo legame che c’è tra noi».

Cosa dobbiamo aspettarci da Tante care cose, il nuovo album in uscita il 12 marzo?
«Una sorta di compilation di tutto quello che mi piace. Sono contento di aver fatto questo disco perché ogni brano è diversissimo dall’altro e rispecchia un lato diverso del mio gusto, perciò non vedo l’ora di scoprire quale lato di me piaccia o interessi di più al pubblico. Ne ho bisogno per indirizzarmi».

 

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