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È nata in una sola notte La ragazza con il cuore di latta, la canzone con la quale Irama, al secolo Filippo Maria Fanti, partecipa al Festival di Sanremo. «Ho scritto questo pezzo in Salento, insieme a Giulio Nenna, dopo aver incontrato una bellissima ragazza che portava il peacemaker e ho pensato a un cuore che pompa artificialmente», racconta il cantautore brianzolo, 23 anni, vincitore dell’edizione 2018 di Amici che è in procinto di trasferirsi a Milano, «in zona Isola», rivela a Mi-Tomorrow.

La storia de La ragazza con il cuore di latta parla anche di violenze sessuali in famiglia…

«Questo pezzo, purtroppo, penso appartenga a tantissime donne in Italia e anche nel mondo. La mia non è una denuncia ma il racconto della verità e se, nelle mie parole, qualcuna troverà la forza di parlare per me sarà un onore incredibile, una grandissima cosa».

È questo il motivo per cui hai chiesto a Noemi di duettare con te stasera?

«Esatto. Noemi, oltre ad avere un’anima black e soul che si sposa perfettamente con il coro gospel di Sheritta Duran che mi accompagna sul palco, si è sempre spesa in prima persona in tante iniziative per le donne. Per questo è perfetta per interpretare una canzone come La ragazza con il cuore di latta».

Come ti fa sentire leggere che sei tra i favoriti alla vittoria di quest’edizione?

«Onestamente non sto leggendo molto in questi giorni. Gli impegni sono tantissimi e la competizione, che naturalmente è importante, non è la cosa fondamentale, fa solo parte del gioco. Mi piace ricordare Vita spericolata di Vasco Rossi che non arrivò certo prima, ma è arrivata al cuore delle persone. Ecco io vorrei che le mie parole facessero breccia nella gente perché la gara è bella, ma musica e parole comandano».

Nel mondo della musica italiana c’è un pregiudizio verso i cantanti che arrivano dai talent. Tu come lo vivi?

«Io rispetto l’intelligenza di chi mi sta di fronte e rimango convinto che un artista deve essere giudicato da quello che dice, sente, prova e vuole raccontare indipendentemente da dove arrivi. Mi fa male pensare che, oggi, qualcuno possa ancora andare avanti per pregiudizi, soprattutto per la battaglia che si sta facendo in ogni ambito contro i pregiudizi. Penso sia molto importante guardare oltre e nella musica, per esempio, concentrarsi sulle parole e sulla musica».

Musica a parte, c’è qualche pregiudizio che soffri?

«Ce ne sono stati tanti, soprattutto nell’adolescenza è normale affrontarli perché fanno crescere. Li ho affrontati anch’io, l’importante per me è ancorarsi alla verità, essere sempre se stessi perché l’autenticità permette di vincere sempre».

Se dovessi, invece, essere tu a dare un voto a un collega di questo Sanremo 2019?

«Non lo farei mai perché, come diceva De André, musica non è una gara di ugola, ma un luogo emotivo. Ci sono tanti artisti che mi sono piaciuti come Nek che è un grande. E che ha spaccato sul palco».

Cosa c’è nel tuo futuro?

«Mi piacerebbe studiare recitazione, nel video de La ragazza con il cuore di latta diretto da Matteo Martinez faccio una piccola parte. Però la musica sarà sempre la cosa più importante».

All’Ariston con La ragazza con il cuore di latta

In duetto con Noemi, Caterina Guzzanti

A Milano venerdì 5 aprile al Forum di Assago


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