10 ad Antonello Venditti, momento assoluto. La miglior ospitata musicale di questo Festival fino ad ora. Eterno.
9 al grammofono, a Virginia Raffaele e all’orchestra che regalano un momento di varietà di grande spessore. Una costruzione a cui non siamo più abituati in tv. Tre spanne sopra.
8 a Serena Rossi e all’omaggio a Mia Martini. Marchetta promozionale del palinsesto Rai di cui è valsa assolutamente la pena. Emozioni.
7 ad Ornella Vanoni, che prende in mano lo show sbroccando da diva assoluta. Se il “cavallo pazzo” Leali fosse intervenuto sul palco in quel momento, avremmo avuto la “gif” definitiva del 2019. Terremoto.
6 al sound dei Boomdabash, onesto e ficcante. Senza grosse pretese. Inspiegabile la “fascia rossa” a dispetto di alcuni giudizi inspiegabilmente positivi su altre canzoni. Onesti.
Gente di mare, che ha fatto scaldare l’Ariston come il concerto di Sinatra al Palatrussardi ai tempi dei socialisti. Un tuffo retrò più retrò del retrò. Retrò.
ai pianti della superospite Alessandra Amoroso. Peraltro questa versione “Sylva Koscina” la invecchia ben oltre il dovuto. Ritrita.
3 all’incontro della Vanoni con Patty Pravo. Epicamente drammatico. Ma anche fortemente iconico. Ah, la “Vanonessa” ha quasi 15 anni in più. Quindici. Altra dimensione.
2 alla sensazione di karaoke collettivo delle ospitate con numerosi ospiti. Molto Cantagiro, a tratti Festivalbar. Vetrinetta.