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24. 06. 2021 05:37

Non resta che sperare: bar e ristoranti senza dehors attendono nuove riaperture

Tutti i locali al chiuso sperano in una svolta già prima del 1 giugno

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La ristorazione soffre ancora e attende fiduciosa in un nuovo allentamento delle restrizioni anti-Covid. Al momento, infatti, possono lavorare solo i locali all’aperto, a pranzo e a cena, ma nei limiti del coprifuoco alle 22.00.

Per tutti i ristoranti al chiuso, invece, la serrata è ancora totale, con i soli servizi di asporto e delivery consentiti. Proprio questa categoria attende una eventuale accelerata del Governo sulle riaperture che oggi sono previste dal 1 giugno solo a pranzo.

Ristoranti, milioni di euro di danni

Intanto, secondo il Rapporto 2021 dell’Osservatorio Ristorazione, spin-off dell’agenzia RistoratoreTop, nel 2020 il settore ha visto perdere circa il 40% del volume di affari registrato nel 2019, anno dei record per la spesa alimentare fuori casa con un fatturato di 86 miliardi euro: 22.692 imprese del settore hanno chiuso i battenti e ne sono state avviate 9.207, il dato più basso degli ultimi 10 anni.

L’analisi sulle conseguenze della pandemia si basa su dati provenienti da associazioni di categoria, istituti di ricerca e dalle banche dati di Movimprese e della web app Plateform.

Milano: maglia nera nelle perdite

Le città che hanno perso più attività sono Roma (-1.518), Milano (-722) e Torino (-549), ma quella che ha registrato l’incremento maggiore di locali scomparsi rispetto all’anno precedente è Firenze, con un +87%.

ristoranti

Il 2020 è anche l’anno che ha visto il 77% dei locali lavorare in delivery e il 27% degli imprenditori del settore avviare una dark kitchen, cioè solo per il delivery, o un brand virtuale per far fronte alle chiusure forzate e che ha aperto le porte ad una capillare innovazione tecnologica nelle modalità sia di preparazione e distribuzione del cibo, sia di scelta e fruizione dello stesso.

Rispetto al delivery, si legge nel Rapporto, il 43% dei ristoratori ha dichiarato di fare consegne direttamente, con propria flotta di rider e sistemi di ordinazione, il 3% di affidarsi unicamente a piattaforme esterne, mentre il 9% di utilizzare entrambe le modalità.

Il restante 45% raccoglie chi non ha ancora puntato sul delivery e chi ha deciso di non farvi ricorso. Il 10% degli intervistati ha affermato di voler mantenere il delivery o la dark kitchen anche dopo le riaperture a pieno regime.

 

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