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10. 12. 2022 10:32

Nel cuore di Milano Pride: in the name of Love

Tanti eventi prima della parata finale

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Si entra nel vivo del programma della Pride Week milanese, in attesa della parata finale di sabato 2 luglio: fino ad allora sono tante le iniziative presenti in città che vedranno schierata in prima linea la comunità LGBTQIA+ nella richiesta di diritti, democrazia e libertà.

A distanza di cinque decenni dalla prima manifestazione pubblica del movimento, le tinte dell’arcobaleno tornano a colorare Milano nel ricco calendario di eventi previsti tra giovedì 30 giugno e venerdì 1° luglio, nelle Pride Square racchiuse in tre piazze del quartiere di Porta Venezia: qui dibattiti, talk, arte e cultura accompagneranno anche momenti dedicati alle famiglie e ai più piccoli.

Insieme a piazzale Lavater e piazza Santa Francesca Romana, infatti, sarà attivo per il Milano Pride anche Largo Bellintani, sede dedicata alla salute: qui ci saranno test HIV e sifilide, rapidi e gratuiti, oltre che info point sul benessere sessuale, grazie al Milano Checkpoint. Tutte le informazioni sul calendario degli eventi sul sito ufficiale della manifestazione milanopride.it.

Alice Redaelli, Milano Pride: «Ma non può ancora bastare»

Sono passati cinquant’anni da Sanremo ’72, prima manifestazione del movimento. Cosa è cambiato da allora?
«Le cronache italiane ci insegnano che il movimento, da allora, si è esposto tanto. Rimane importante spingersi oltre, continuare a lottare e dimostrare il proprio orgoglio e, quindi, essere presenti al Pride. Bisogna partecipare sia per chi fa parte della comunità, ma anche per chi non ne fa parte. Questo è un segno di alleanza di una società che sta andando verso la direzione giusta. Nel tempo molte cose sono cambiate, altre meno».

Perché?
«La politica continua a non aiutarci. Spesso, però, la società dimostra di essere più avanti, soprattutto quando convince la politica a porsi al fianco dei diritti delle persone. In questo Chloe, con il suo dolore e il suo strazio, sarà una figura che ci accompagnerà in questo Pride e ci aiuterà anche a far capire il senso di una maggiore urgenza sulla necessità di porre l’attenzione sui diritti civili in questo Paese».

C’è un decennio, tra tutti, che ha cambiato la marcia del vostro cammino?
«Gli anni che hanno fatto la nostra storia sono quelli degli Ottanta e Novanta, ovvero quelli vissuti con una pandemia diversa da quella odierna – e sappiamo cosa vuol dire avendo appena superata quella da Covid – ovvero quella da HIV e AIDS, mai realmente terminata per alcuni Paesi meno fortunati di noi. In quei decenni, però, si respirava aria di cambiamento».

E poi?
«Il decennio che più ha cambiato la storia, dal punto di vista dei diritti, è stato l’ultimo, quello dal 2010 al 2020. In quegli anni si sono visti, soprattutto su Milano, grandi passi avanti sui temi di accoglienza e tolleranza. Questo, però, non significa che possa bastare. Ci sono altri passi da fare. Non sempre i diritti acquisiti sono eterni, è sempre bene mantenere salda l’attenzione affinché i diritti rimangano tali e non privilegi, concessi solo temporaneamente».

Quanto vi ha supportato la città di Milano?
«Ci ha sempre regalato grande partecipazione negli anni. In special modo nell’ultimo decennio siamo sempre stati un Pride in grado di crescere anno dopo anno: prima della pandemia, nel 2019 – anno in cui festeggiavamo i cinquant’anni da Stonewall – abbiamo visto la partecipazione di oltre 300.000 persone alla parata e questo è un numero importante».

Vi attendente di bissare quest’anno?
«Dopo due anni è difficile stimare un numero, perché gli ultimi sono stati anni difficili, anche se il nostro lavoro non ha mai conosciuto pause, tra manifestazioni, iniziative e flash mob. Torniamo quest’anno con la nostra grande parata, per la prima volta dopo la pandemia, e questo è l’aspetto più importante. L’augurio è quello di superare i numeri del passato e che tutte le energie del movimento vengano canalizzate in un unico intento, al di là dei numeri, con tutto l’entusiasmo possibile».

Cosa l’ha colpita di più negli ultimi dieci anni di Milano Pride?
«Il cambio generazionale di partecipazione alle ultime parate. Abbiamo sempre goduto di un buon mix di età, razze, persone abili e disabili, attivi e presenti per noi. Però il cambio registrato negli ultimi anni è stato fondamentale per il nostro lavoro, perché ci da speranza per il futuro. Ricordo con emozione lo scorso anno, ad esempio, quando al nostro evento finale all’Arco della Pace, le prime file erano tutte composte da giovanissimi di 15 e 16 anni, e in alcuni casi erano anche stati accompagnati dalle scuole. I ragazzi sono lo specchio della società che sta cambiando, e in questo sono i primi fautori di un cambiamento sempre più inclusivo. Loro non sono solo il futuro, ma anche il presente».

Milano Pride, i dieci eventi da non perdere

– Le Radici dell’Orgoglio: la prima volta FUORI! e un confronto fra attivist* sull’evoluzione del movimento

Giovedì 30 giugno alle 17.00, piazzale Lavater

Giorgio Bozzo, autore del podcast Le Radici dell’Orgoglio, intervista Riccardo Rosso, uno dei partecipanti alla prima manifestazione pubblica del movimento LGBTQIA+ italiano, tenutasi il 5 aprile 1972 a Sanremo. Il giorno seguente, alle 18.25 in piazza Santa Francesca Romana, si parlerà della scoperta di alcune figure centrali nelle varie decadi, dagli anni ’70 ad oggi, con una riflessione su come è cambiata la comunità.

– I am beautiful in my way: cantiamo l’orgoglio di essere noi stess*

Giovedì 30 giugno alle 19.00, piazzale Lavater

Checcoro, il primo coro LGBT+ di Milano, torna con il suo ormai tradizionale concerto: attraverso il linguaggio universale della musica si comunica e si crea una società multiforme, aperta e inclusiva.

– Famiglie Arcobaleno: l’Europa chiama l’Italia!

Giovedì 30 giugno alle 20.25, piazza Santa Francesca Romana

Partendo dall’Italia, si pone al centro del focus tematico l’accento sui limiti delle unioni civili e le differenze con il resto dei Paesi europei, senza dimenticare anche l’ambito dei diritti delle famiglie omogenitoriali e soprattutto dei bambini.

milano pride

– Una nuova scuola; strumenti di contrasto al (cyber)bullismo LGBT+

Giovedì 30 giugno alle 22.25, piazza Santa Francesca Romana

Una nuova riflessione su come vengono trattate e percepite le differenze in ambiti scolastici e giovanili, parlando anche di come si possa sviluppare un presente che sia inclusivo e aperto: per aiutare a far crescere una nuova generazione di ragazzi in maniera serena e consapevole. Dibattito insieme al Gruppo Scuola del CIG Arcigay Milano, Virginia Dascanio di Rete Lenford e il contributo di Blue Phelix.

– Lettura di fiabe con drag queen – per grandi e piccini

Venerdì 1° luglio alle 16.00, piazzale Lavater

Torna l’appuntamento dedicato a bambini e famiglie con l’ironica lettura di una serie di racconti e fiabe insieme a la Wanda Gastrica, dando nuovo colore a personaggi tramandati da generazioni.

– La sessualità dei corpi “non conformi”

Venerdì 1° luglio alle 17.25, piazza Santa Francesca Romana

Un dialogo a più voci sul tema della sessualità e di come viene vissuta da chi ha un corpo ritenuto “diverso”: si parla di persone transgender, persone grasse e persone disabili. Con Elisa Manici (autrice e attivista sul tema della grassofobia), Elisa Ruscio (divulgatrice transgender), Riccardo Onorato (content creato body positive) e Andrey Chaykin (Disability Pride).

– D&I nel turismo, in Italia e nel Mondo

Venerdì 1° luglio alle 18.00, piazzale Lavater

Un focus cosa sia la D&I e quale sia attualmente la situazione italiana, in vista anche della convention internazionale del turismo LGBT+ che si terrà a Milano il prossimo ottobre. Sono presenti all’incontro Igor Suran (Parks, Liberi e Uguali) e Giovanna Ceccherini (AITGL – Ente Nazionale Turismo LGBTQ).

– I Diritti LGBT+ oltre la cortina di ferro

Venerdì 1° luglio alle 19:25, piazza Santa Francesca Romana

Un focus sullo stato dei diritti e sull’attivismo delle associazioni, nei paesi dell’ex blocco sovietico. Ospiti: Olena Shevchenko (Insight,Ucraina), Giorgi Tabagari (Tiblisi Pirde, Giorgia), Aleksandr Voronov (associazione Coming Out, Russia). Moderano l’incontro Yuri Guaiana di AllOut e Roberto Muzzetta di Arcigay.

– Diamo all’Italia una legge contro l’omo-lesbo-bi-trans-a-fobia

Venerdì 1° luglio alle 21.15, piazza Santa Francesca Romana

Le Senatrici Simona Malpezzi e Alessandra Majorino discuteranno sulla prospettiva di un futuro che possa includere una legge contro i reati d’odio, attraverso le sfide e le difficoltà della contemporaneità.

– Italia in campo contro l’omofobia

Venerdì 1° luglio alle 22.45, piazza Santa Francesca Romana

Arcigay Sport e Pride Sport Milano, l’associazione che riunisce tutti i gruppi sportivi LGBTQIA+ della città, si confrontano per parlare di omofobia nello sport, ma anche di storie virtuose. In occasione del confronto, vengono consegnati gli awards per persone e realtà che si sono distinte come LGBTQIA+ friendly.

Milano Pride, il gran finale di sabato pomeriggio

L’evento più atteso è quello della parata finale del 2 luglio, che quest’anno inaugura un nuovo percorso, con i colori dell’arcobaleno che animeranno le vie della città: si partirà da via Vittor Pisani, davanti a Piazza Duca d’Aosta nei pressi di Stazione Centrale (la testa del corteo partirà da piazza Repubblica alle 15.00) per poi continuare il corteo lungo viale Monte Santo, i Bastioni di Porta Nuova, piazza XXV Aprile, i Bastioni di Porta Volta e viale Elvezia, fino alla tappa finale (arrivo previsto alle 18.00) dell’Arco della Pace.

Qui il grande evento finale vedrà coinvolti i conduttori Katia Follesa, Valeria Graci e Pietro Turano, a seguire Michela Giraud e Pierluca Mariti. Ecco gli artisti attesi della serata: Baby K, Francesca Michielin, Michele Bravi, Emma Muscat, Myss KETA, Immanuel Casto, le Karna B, Romina Falconi, Debora Villa e le drag di Drag Race Italia.

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