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22. 04. 2021 13:44

Paolo Bassi: «Lavoriamo sulla sicurezza percepita»

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Una lunga galoppata iniziata a settembre e conclusa a luglio al fotofinish con la vittoria per due soli punti di vantaggio. Il Municipio 4 si è aggiudicato l’ultima edizione del Fantamunicipio precedendo i Municipi 8 e 2: intervenendo a Mi-Tomorrow Live, in onda su Milanow il mercoledì dalle 13.30 alle 14.30, il presidente Paolo Bassi ha espresso la sua soddisfazione per il successo.

Che cosa rappresenta questo riconoscimento?
«Fa molto piacere, certo, ma vorrei ricordare che il merito è di tutta la squadra con cui ho lavorato, i presidenti delle commissioni, i consiglieri. Spesso non riusciamo a fare ciò che vogliamo, ma a volte ci riusciamo: non disponiamo di molti poteri ma cerchiamo di agire con concretezza, magari innescando meccanismi che poi attivano altre istituzioni».

Il successo in volata con il Municipio 8 è arrivato grazie all’iniziativa del centro estivo diffuso: di cosa si tratta?
«E’ un piccolo esempio di politica attiva: abbiamo dato vita ad un centro estivo pensato non per sovrapporsi ad altre realtà ma per offrire un servizio quando i centro estivi chiudono: in questo modo le famiglie che si trovano in difficoltà perché restano in città sanno dove potere lasciare i figli».

Dove si trova?
«Premesso che l’abbiamo organizzato tramite un bando pubblico, riguarda i quartieri di Corvetto, viale Ungheria e Forlanini: si parte il 22 luglio e si finisce il 3 agosto».

Passiamo al Comune: come giudica “Bella Milano”, le squadre formate da disoccupati e stranieri per pulire la città?
«Ben vengano, anche se devo dire che come Municipio non siamo stati coinvolti: peccato avremmo potuto fornire indicazioni utili. Vedremo cosa faranno, si è già fatto qualcosa del genere in via Padova, non so con quali risultati. Posso dire che il sindaco e Majorino hanno avuto un’accoglienza tiepida in piazza Ferrara: segno che forse bisognava fare di più».

Il tema sicurezza è nel Municipio 4 è molto sentito…
«Esiste una domanda sulla sicurezza reale e su quella percepita, io dico che bisogna andare incontro alla seconda richiesta. Faccio un esempio: ci sono in via Bessarione diversi locali gestiti da stranieri dove si prendono le birre e le si consumano sui marciapiedi: non c’è un reato ma la gente è intimorita a passare davanti a queste persone che bevono. Come Municipio abbiamo fatto anche una delibera contro il consumo di alcolici d’asporto».

I negozi degli stranieri fuori dalle regole è un tema vecchio.
«Il fatto che gli stranieri aprano attività commerciali è per me sintomo d’integrazione, dico solo che devono rispettare leggi».

Qual è il livello del degrado?
«Credo che sia necessaria un’ordinanza anti-accattonaggio e che si debba dare alla polizia la possibilità d’intervenire perché bisogna colpire il racket che gestisce questo fenomeno: è inaccettabile vedere vecchi, bambini, specie rom, che fanno questa attività nelle strade».

Infine i Navigli: pro o contro la riapertura?
«Nel nostro Municipio non li abbiamo, ma sono lo stesso a favore: Milano è una città d’acqua che ha dimenticato questa vocazione ma in fondo non è diversa da altre città d’acqua più note. Sono, però p, scettico riguardo il progetto del Comune, non è una vera riapertura, sono solo piccoli tratti, vasconi ad uso turistico».

Un progetto su cui state lavorando?
«Una mostra fotografico che si chiama Mi chiamo Corvetto, ad opera di un ricercatore del Politecnico che si terrà la terza settimana di settembre naturalmente al Corvetto».

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