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10. 12. 2022 10:52

Psoriasi, non ti temo. Corazza: «Curarsi è possibile, il paziente deve aiutarsi»

Con Spettri" arriva un nuovo cortometraggio per superare le paure delle persone colpite.

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Raccontare la psoriasi partendo dalle paure interiori, per sentirsi liberi di esprimersi e avere la vita che si vuole. Nasce per questo “Spettri” di Paolo Santamaria, il secondo cortometraggio promosso da AbbVie per la campagna internazionale Let Me Be Clear, che ha il patrocinio di ADOI e di APIAFCO ed è visibile sul sito vicinidipelle.it e su tutti i social.

Psoriasi: arriva il cortometraggio “Spettri”

«Questa malattia colpisce 2 milioni di persone in Italia, di questi un quarto ha grandi estensioni in zone delicate come le mani, il viso e le parti intime, è una malattia terribilmente impattante», afferma a Mi-Tomorrow Valeria Corazza, presidente dell’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza

psoriasiQuali sono i maggiori bisogni delle persone con psoriasi?
«Tre anni fa abbiamo pubblicato quelli che erano i bisogni non ancora soddisfatti per i malati, da qui vediamo che purtroppo l’accesso agli ultimi farmaci non è sempre facile e non è equo sul territorio nazionale. Si ha poi bisogno di una presa in carica multifattoriale, molte persone con psoriasi hanno anche il diabete e sono obesi, è una malattia che deve essere affrontata in modo più completo di quanto si faccia ancora oggi».

Quanto è importante costruire un dialogo aperto con più specialisti?
«Sì servono intorno al paziente tre-quattro specialisti, un dermatologo, un nutrizionista, un reumatologo e uno psicologo, perché ci sono pazienti che non sopportano facilmente questo stato. Non tutti i pazienti sono uguali, per esempio vorremmo che il dermatologo non curasse solo la malattia ma anche la persona, ci vorrebbe un approccio olistico e mettere in condizioni il paziente di poter parlare».

Com’è la situazione in Lombardia?
«In Lombardia sono stati stimati 330mila pazienti affetti da psoriasi, di questi l’80% hanno delle cure a livello topico. Quasi la metà delle persone malate di psoriasi abbandona però le cure, l’aderenza è uno dei problemi più importanti. La Lombardia rispecchia quello che c’è in Italia un sotto-trattamento con farmaci biosimilari e biologici. Ci sono molti pazienti che sono in attesa di poter essere presi in carico con il farmaco biologico, il problema è di costi, ma è assurdo continuare a non considerare le terapie come degli investimenti».

Quale è l’obiettivo del cortometraggio Spettri?
«Non si parla di psoriasi, ma delle paure e dei problemi psicologici che spesso il paziente ha e la certezza, salvo rari casi, che si può fare la vita che si vuole. Anche il malato di psoriasi può diventare un cantante o un musicista, è come sempre un problema di impegno, deve essere un messaggio di speranza e certezza, oggi si può. Ci si può curare e il paziente deve fare la sua parte, deve andare dallo specialista e avere coraggio».

 

Una patologia che colpisce 125 milioni di persone

La psoriasi è una patologia infiammatoria, cronica e non trasmissibile, caratterizzata da placche rossastre rivestite da squame molto pruriginose. Oltre 125 milioni di persone nel mondo convivono con una malattia che ha un pesante impatto sul benessere generale e psicologico. «Oggi sono disponibili armi terapeutiche molto efficaci – spiega il prof. Stefano Piaserico, dermatologo dell’Università di Padova – sono disponibili armi terapeutiche molto efficaci, come gli anticorpi monoclonali, che possono aiutare a raggiungere e mantenere una pelle completamente pulita in un’elevata percentuale di pazienti con risultati che si mantengono nel tempo».

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