rugby
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Si dice che per imparare non ci sia niente di meglio che giocare con i migliori, chissà cosa ne pensano gli Azzurri della Nazionale di rugby che nei mondiali al via in Giappone (esordio ad Osaka domenica mattina) devono affrontare nel loro girone due squadre mito della palla ovale: gli Springboks e gli All Blacks, Sud Africa e Nuova Zelanda, l’Italia dell’82 e il Brasile di O’ Rey per dirla nel codice calcistico.

 

E proprio i Tuttineri quest’estate hanno calcato l’erba meneghina campo G.B. Curioni, sede dell’AS Rugby Milano, per il loro All Blacks Clinic, una prima assoluta in Italia. Protagonisti gli allenatori Evan Crawford e PJ Williams e i giocatori Norm Maxwell e Anthony Tuitavake, detto la formica atomica perché, nonostante la “stazza” fuori dagli standard, sul campo è un centro inarrestabile. «È stata una grande idea portarci qui per insegnare ai ragazzi e agli allenatori il nostro modo di giocare e allo stesso tempo scambiarci idee nuove per crescere insieme», le sue parole a Mi-Tomorrow.

Che impressione le ha fatto il rugby milanese?
«Ho trovato una comunità molto forte. Giocatori, famiglie, sono tutti appassionati».

L’ASR è nata nel 1945, ha una lunga tradizione.
«Sì, è un grande club. L’ho capito parlando non solo col presidente: tutti hanno una grande visione su come accrescere i valori di questo gioco. E i ragazzi della squadra che hanno partecipato al Camp possono contribuire a questa crescita perché a loro volta ora potranno insegnare ad amici e sorelle quanto appreso, e magari la prossima volta saranno più numerosi».

Cosa crede resterà degli insegnamenti ricevuti?
«Nei giorni di immersione totale hanno ricevuto una marea di informazioni. Ora che riprenderanno le loro strade spero portino con loro l’insegnamento ad impegnarsi a migliorarsi sempre, non solo come giocatori anche come persone».

Tuitavake, cosa significa essere un All Black?
«È raggiungere l’apice di questo sport, è il sogno di ogni bambino in Nuova Zelanda. E per me è veramente speciale perché ho dovuto lavorare moltissimo, perché ero piccolo, lento e quindi ho dovuto lavorare ancora più duramente degli altri. Ecco perché per me è stato veramente speciale indossare la maglia».

Una previsione sui Mondiali?
«Spero che vinceremo noi ovviamente, ma credo che questo mondiale possa rivelare delle sorprese. Ci sono squadre interessanti, come il Giappone».

L’ITALIA AI MONDIALI
In diretta su Raidue

Domenica alle 7.15
Italia-Namibia, Osaka

26 settembre alle 9.45
Italia-Canada, Fukuoka

4 ottobre alle 11.45
Sudafrica-Italia, Shizuoka

12 ottobre alle 6.45
Nuova Zelanda-Italia, Toyota City


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