arianna fontana
arianna fontana

C’era anche lei, Arianna Fontana, fuoriclasse dello short track azzurro quando la delegazione italiana si è presentata al cospetto del Cio a Tokyo per confermare la volontà di dar seguito alla candidatura in vista dei Giochi 2026. Giovanni Malagò ha calato l’asso, un’atleta vincente come poche altre al mondo in grado di testimoniare la testardaggine necessaria per centrare l’obiettivo.

Forbes l’ha inserita di recente tra i migliori Under 30 europei nella categoria sportivi e atleti. Con il lungo passato già messo alle spalle si fatica a pensarlo, ma in effetti la Fontana ha soltanto 28 anni.

Che sensazione le ha dato far parte della spedizione a Tokyo insieme a tutti gli altri componenti?
«È un progetto di cui faccio parte con la speranza di portare le Olimpiadi in Italia. Sarebbe un sogno farne parte, anche non da atleta».

Impossibile pensare di arrivarci in quelle vesti?
«Non è impossibile, ma sarà arrivata l’ora di fare altro, non solo la pattinatrice. Spero davvero che ce la si possa fare perché sarebbe fantastico non solo per gli sportivi, ma per l’Italia in generale».

Qual è il punto di forza della candidatura italiana?
«Essendo tutti gli eventi sparsi su un territorio variegato, le spese sono gestite tra più province e regioni. Gli oneri sono a carico di più enti, con un impatto economico in un territorio più vasto. Sfruttando l’Agenda 2020 andremo ad utilizzare impianti già esistenti, ci saranno da fare delle ristrutturazioni su degli impianti datati, ma almeno non si parte da zero».

Teme Stoccolma come rivale?
«Non mi piace parlare male di nessuno. Quando siamo stati a Tokyo hanno fatto una bella presentazione e sono decisi anche loro, ma riusciremo a combattere fino alla fine e sono fiduciosa sul fatto che si possa vincere».

Fa effetto pensare a una cerimonia d’apertura a San Siro?
«San Siro ha sempre il suo fascino. Ci sono stato da piccola per una visita turistica con la scuola. L’anno scorso ho assistito a Milan-Inter insieme a 80mila persone. È un’emozione unica. Solo immaginare uno stadio colmo, con la sottoscritta che cammina all’interno dell’impianto sarebbe qualcosa di straordinario».

Ma è proprio sicura che nel 2026 non ci sarà?
«Voglio arrivare alle prossime Olimpiadi di Pechino 2022, sono pronta e carica. Poi vedremo». MT

Giochi 2026,
ecco le garanzie

Un passo avanti importante nel percorso di avvicinamento al 24 giugno, giorno in cui si conoscerà la decisione del Comitato Olimpico Internazionale sull’assegnazione della sede dei Giochi 2026, è arrivato con l’annuncio del governo italiano di voler contribuire alle spese riguardanti le strutture che rimarranno nel tempo.

Il proposito è stato ufficializzato dall’esecutivo la scorsa settimana, con i membri del Cio intenti a visitare i luoghi inseriti nel dossier. «La candidatura è molto solida», ha detto il capo della Commissione, Octavian Morariu. Entro venerdì dovrebbero essere presentate le garanzie economiche da parte delle due candidate, ma potrebbe esserci una certa elasticità in merito. «La scadenza valida per tutto è quella del 24 giugno», ha sentenziato Morariu.


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