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28. 06. 2022 23:49

La plurimedagliata milanese Arjola Trimi: «Trovate uno sport che vi renda felici»

Di ritorno da Tokyo 2020, la plurimedagliata milanese Arjola Trimi condivide le grandi emozioni paralimpiche “sporcate” solo da «quegli spalti vuoti»

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Il primo segnale che ha avuto di aver compiuto un’impresa, ma soprattutto di aver conquistato il cuore della gente, l’ha avuto a Bruzzano dove tutti si erano riuniti per festeggiare il ritorno della loro campionessa, Arjola Trimi, atleta dell’Italnuoto paralimpica.

Quattro le medaglie da Tokyo: due ori nei 100m stile libero e nei 50m dorso – la più inaspettata «perché – racconta a Mi-Tomorrow – non è il mio stile di punta ed è stata una bella sorpresa» – e due argenti, ancora stile con la categoria accorpata e nella staffetta mista.

Arjola Trimi: «Lo sport migliora la vita»

Vincere da sola e in gruppo, l’emozione è la stessa?
«Quando si fa una staffetta senti la responsabilità di fare bene per “non mandare a rotoli” il lavoro degli altri. Quindi è un onore parteciparvi, ma anche un onere perché devi renderti conto che un errore potrebbe costare le fatiche di quattro persone. Quando la gara è individuale sai che quello che fai ricade su di te, quindi senti meno la responsabilità. Quando arrivi al podio l’emozione è sempre la stessa».

Durante eventi così importanti in Italia esplode la passione per lo sport, ma è ancora difficile riuscire ad allenarsi, per i praticanti come per i professionisti.
«Lo sport sicuramente migliora la vita. Diciamo che sarebbe più facile se ci fossero più impianti e soprattutto se fossero più accessibili. In Lombardia siamo abbastanza fortunati, ma lo step che si deve fare necessariamente è creare strutture sportive che ci permettano di ospitare eventi internazionali degni di questo nome. E mantenere funzionanti le bellissime vasche da 50m che abbiamo».

È tempo di riposo ora o ha già nuovi obiettivi?
«Ora è assolutamente tempo di riposo. La trasferta è stata bellissima, con emozioni che ricorderò per tutta la vita, ma è stata faticosa fisicamente e mentalmente, soprattutto perché sono abituata ad avere sempre con me la mia famiglia e in Giappone, per la prima volta, ero sola. Questa bellissima piscina, enorme e con gli spalti vuoti, un po’ di tristezza me l’ha fatta: ecco perché ora ho bisogno di riposarmi e stare con i miei. Poi, un passo alla volta».

I mondiali, l’anno prossimo?
«Sì. Aspetterò che arrivino senza rincorrerli troppo. Voglio viverli con serenità e cercherò di farmi trovare pronta».

Che cosa rappresenta l’acqua per lei?
«Quando entro in acqua sto proprio bene: è un momento che mi godo per tutte le sensazoni che mi dà. Sono cose che, poi, mi porto nella vita di tutti i giorni. Consiglio a chiunque: trovate uno sport, una passione che vi renda felici e seguitela. Sempre».

 

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