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18. 04. 2021 07:08

Arrampicata, la petizione di Rockspot: «Magnesite anti-Covid»

La palestra di arrampicata scrive al Senato

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Rockspot ha pensato che sia arrivato il momento di muoversi e far sentire la propria voce. Soprattutto alla luce di quanto succede dall’altra parte dell’Oceano, dove da quasi un mese le palestre per le arrampicate hanno riaperto.

Promotore dell’iniziativa Marco Paco dell’Aquila uno dei titolari della Rockspot Sportclimbing, la palestra di arrampicata di via Fantoli, che è la più grande in Italia e quella con il muro più alto in Europa.

Petizione.  «La nostra petizione sarà inviata al Senato – spiega a Mi-Tomorrow –: negli Stati Uniti il governatore Jay Inslee, dello stato di Washington, ha riconosciuto che le palestre di arrampicata sono attività a basso rischio di contagio». In Italia, invece, è rimasto tutto chiuso sebbene, si legge nella petizione, «la magnesite presente su superfici plastiche, come risulta anche dallo studio della università di De Montfort University di Leicester (Uk) e dalla University of Colorado (Usa), disattiva l’infettività del SARS-CoV2 per più del 99%». Ma c’è di più: «Le palestre di arrampicata si differenziano totalmente dallo stereotipo di “palestra”, godono di superfici molto grandi, dai 12 e i 20 metri di altezza e con spazi a terra molto generosi (tra i 1.000 e i 5.000 metri quadri). L’attività dell’arrampicata è caratterizzata per sua natura proprio dalla distanza interpersonale». E ora? «Abbiamo contattato la Federazione senza ottenere risposta – chiosa Paco dell’Aquila –. Ad oggi lo Stato ha dato briciole con cui siamo riusciti a pagare un affitto. Nel mentre, la Rockspot ha perso circa 900.000 euro».

 

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