Per la prima volta nella sua storia – ed è una lunga storia iniziata nel 1945 – l’AS Rugby Milano ha presentato alla stampa i giocatori scelti per disputare il campionato di Serie A 2018/19. «Ho visto i ragazzi sono motivati, quindi mi aspetto che vincano il campionato», scherza Giorgio Ricciarelli, classe 1936, presidente onorario dell’ASR, CAP n. 191 della Nazionale e tifoso giusto, ma severo. Sempre presente, col sole, con la pioggia, con la nebbia. Non manca mai.

«Oddio proprio vincere il campionato non so – corregge il tiro – però scendere in campo ogni partita per vincerla, questo sì. Se pensi che il tuo avversario sia più forte, hai già perso. Mai avere paura. E provarci sempre: tutti possono arrivare in Nazionale».

CAMBIAMENTI • Sembra averlo recepito il capitano Leandro Lombardi, che dopo aver traghettato la squadra nella difficilissima stagione 2017/18 ora sorride. È felice del grande cambiamento rispetto alle scelte dell’anno passato. Si è mantenuto gran parte del gruppo, ma è stata accolta la richiesta di avere dei rinforzi – rientrano Marco Ferrari, Alessandro Trentani, Simone Del Carro, Nicola Iannone, Marco Morisi e gli ex professionisti Simone Rossi, Patrick Bigoni e Daniele Pallaro – e di aggiungere 7 nuovi elementi cresciuti nella giovanile.

«Per loro sarà più difficile perché con la retrocessione non hanno possibilità di errore», sottolinea Lombardi, anche se poi ammette: «Lo spauracchio della retrocessione non potrà che aiutare a tenere a fuoco l’obiettivo e capitanare sarà più facile».

GRANGETTO • La salvezza è l’obiettivo minimo per l’head coach Federico Grangetto, che non si è risparmiato nel ringraziare quanti negli ultimi tre anni hanno tenuto duro: «Sono loro che dobbiamo ringraziare per questa nuova sfida in Serie A. L’ambizione sportiva sarebbe quella di arrivare primi in classifica, certo, ma lo spirito con cui da anni lavoro insieme al mio staff è volto a insegnare che ogni partita sia “la partita”. Ad impegnarsi per se stessi, per i compagni di squadra, a dare sempre il massimo, dentro e fuori dal campo». Perché, come ben sintetizza Giorgio Terruzzi, consigliere ASR, «il rugby è uno sport che serve per affrontare il mondo». Ed è questo senso di appartenenza ai colori della squadra che accomuna tutti, giocatori, tecnici, dirigenza e tifosi.

ESORDIO • «Il nostro campo è un campo fertile, seppur sintetico. E voi siete il mio orgoglio». Sono le parole d’esordio nel presentare la squadra del presidente Sergio Carnovali, seguito a ruota dal da Enzo Dornetti che ha avuto modo di chiarire come, parlando con i “senatori” della squadra, sia nata l’idea del rafforzamento.

Ascolto, confronto e rispetto per aumentare il senso di appartenenza alla maglia. La strada è tracciata, in attesa del sedicesimo uomo: «Qui si sta bene – la chiosa di Grangetto –. Venite. Venite a sostenerci». Esordio casalingo il 14 ottobre alle 15.30 contro il VII Rugby Torino.