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05. 08. 2021 10:07

Il campione di pattinaggio Guslandi: «Il diabete? Per me è un forma mentis vincente»

Adrenalina e idee chiare per il 24enne Lorenzo Guslandi, campione di pattinaggio in linea che ha trasformato gli ostacoli della vita in opportunità

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Quella che in ingegneria è la capacità di un metallo di resistere alla deformazione, nell’uomo si tramuta nella reazione agli ostacoli quotidiani. È la resistenza che ha dimostrato Lorenzo Guslandi fin dall’età di 3 anni, quando ha scoperto di essere diabetico e celiaco. «Il diabete è stato un aiuto, una forma mentis vincente per me», esordisce il classe’97 di Monza, pluricampione di pattinaggio in linea.

Guslandi, non ha avuto un’infanzia semplice…
«Per fortuna il diabete non l’ho mai vissuto come un problema. I miei genitori mi hanno insegnato a gestirlo, spingendomi soprattutto a fare tanto sport. Questo mi ha insegnato a controllare il mio corpo. Quando viaggio ho con me un certificato medico che attesta il mio diabete e giustifica il fatto che io abbia aghi e siringhe in valigia».

Qualche imprevisto?
«Quattro anni fa, durante un Europeo, in una gara di coppia con Valerio Degli Agostini, mi è successo di avere la glicemia bassa. Morale, ho parlato con i giudici spiegando il problema: mi hanno permesso di mangiare una zolletta di zucchero e dopo ho gareggiato, portando a casa anche un bel risultato».

Come ha iniziato l’Inline Freestyle?
«Un po’ per caso: quando avevo 6 anni, incuriosito dai miei vicini, ho iniziato a pattinare anch’io. È stato amore a prima vista perché da lì ho iniziato i corsi, si è alzata sempre di più l’asticella, fino ad arrivare ai risultati di oggi. Nello style slalom sono campione del mondo in coppia con Valerio Degli Agostini, vicecampione del mondo in classic slalom e battle slalom, oltre ad essere primo nel ranking mondiale di queste discipline».

Cosa cambia tra queste?
«Nel classic devi fare una coreografia di due minuti a tempo di musica, come nello style, mentre nella battle slalom ci si sfida a gruppi di quattro: qui in 30 secondi bisogna fare le proprie figure. In generale l’Inline Freestyle è uno sport giovane, codificato da poco tempo: i primi Mondiali sono stati nel 2006».

In Lombardia è diffuso?
«Molto, perché ci sono tante società: l’unica pecca è la mancanza di una nel centro di Milano».

Prossimi obiettivi?
«In campo sportivo, a fine agosto dovrebbero esserci i Mondiali di Shanghai: spero proprio che si svolgano, lì l’oro è l’obiettivo principale. Personalmente, sono laureando in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano. Sarà un anno cruciale».

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