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17. 06. 2021 23:07

Donnarumma ricorda il suo ex compagno Seid Visin: «Non voglio dimenticare quel suo sorriso incredibile»

Anche Filippo Galli, all'epoca ex direttore sportivo del settore giovanile rossonero, è rimasto sconvolto dalla notizia

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La tragedia di Seid Visin è stato un colpo allo stomaco: il ragazzo di soli vent’anni si è suicidato l’altro giorno nella sua abitazione. Alla base del suo gesto si pensa ci sia il razzismo, il peso di sentirsi sempre etichettato e discriminato per il colore della sua pelle. Il suo ex compagno di squadra, Gigio Donnarumma, ha voluto ricordarlo attraverso un messaggio.

Il ricordo di Donnarumma e Filippo Galli

“Ho conosciuto Seid appena arrivato a Milano, vivevamo insieme in convitto, sono passati alcuni anni ma non posso e non voglio dimenticare quel suo sorriso incredibile, quella sua gioia di vivere – ha raccontato Donnarumma all’Ansa -. Era un amico, un ragazzo come me”.

Anche Filippo Galli, all’epoca direttore del settore giovanile del Milan, è rimasto scioccato dalla notizia della morte di Seid. “Sono sconvolto. Lo ero dopo aver saputo della sua morte, ma adesso ancora di più dopo la lettera – ha dichiarato alla Gazzetta -. Devo dire che all’epoca non mi risulta ci fosse qualcosa che covava sotto la cenere in termini di tematiche razziste, però Seid presentava alcuni connotati di fragilità, di cui si occupava l’area psicopedagogica del club. Ciò che è successo ci obbliga a porci molte domande, anche sulle modalità dell’approccio ai ragazzi per chi opera nel nostro ambiente”.

E’ della stessa opinione Caterina Gozzoli, docente alla Cattolica in quegli anni responsabile scientifica del progetto psicopedagogico avviato dal club. Un modo per seguire i ragazzi e supportarli nel passaggio non facile alla vita da professionista.

“Seid è un esempio drammatico da cui apprendere, una volta di più, l’importanza di trattare i ragazzi nella loro complessività – racconta Gozzoli –. Le questioni più importanti riguardavano le sue origini, la lontananza da casa e l’obiettivo di diventare un calciatore del Milan, che a un certo punto è sfumato. Lo abbiamo aiutato nella elaborazione di tutto ciò perché persone, sport e vita si intrecciano e diventano corpi indissolubili. Adesso, come possiamo non interrogarci: ciascuno di noi, ha fatto al meglio ciò che poteva?”

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