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27. 01. 2021 04:58

Educamp Coni, arrivano i fondi per la ripresa: «Così coltiviamo i ragazzi»

Anche gli Educamp delle società affiliate al Coni beneficiano dei contributi da oltre mezzo milione per la ripresa. Perri: «Non cerchiamo campioni in erba»

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Contributi straordinari a sostegno della ripresa delle attività sportive, pari a 541.500 euro, alle società ASD/SSD lombarde affiliate al Coni, elargiti dal comitato regionale in base a criteri che privilegiano la promozione dell’attività sportiva giovanile, fra cui spiccano gli Educamp: centri sportivi multidisciplinari rivolti a giovani dai 5 ai 14 anni che, nel periodo estivo, hanno la possibilità di sperimentare diverse attività motorie, pre-sportive e sportive con metodologie e strategie di formazione innovative.

 

Educamp Coni, le realtà in Lombardia: parla Oreste Perri

In Lombardia sono 17, di cui 9 nella città metropolitana di Milano. Ne abbiamo parlato con il presidente del CONI Lombardia Oreste Perri, 4 ori e 2 bronzi ai Mondiali di Canoa dal 1974 al 1977 (fu il primo atleta occidentale a sconfiggere l’egemonia agonistica degli atleti dell’ex URSS, che fino a quel momento dominavano il mondo della canoa) e 12 medaglie olimpiche come Commissario Tecnico della Squadra Nazionale di Canoa in sei Olimpiadi consecutive, dal 1992 al 2008.

I contributi sono sufficienti alla ripartenza?
«È una piccola cifra, ma sommata ai 93.000 euro destinati a chi organizza gli Educamp e i centri Coni, oltre al credito sportivo e ai contributi di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, contiamo di arrivare a risolvere almeno una parte dei problemi. Lo sport è diventato elemento fondamentale per favorire un’attività motoria che non è più spontanea e variegata come quando ero bambino io».

Gli Educamp Coni sono tutti multidisciplinari. Perché?
«Determinate attività coordinative le sviluppi attraverso una multiforme attività. Il canoista, il nuotatore, il ciclista, gli atleti che praticano sport cicilici sin da piccoli rischiano di essere limitati e portare all’abbandono dell’attività alla prima sconfitta. L’intelligenza motoria deve essere stimolata attraverso varie forme e i centri Coni hanno questo significato: non dobbiamo andare a cercare il campione in erba».

Quindi qual è l’obiettivo?
«È sviluppare un sistema in cui sia inevitabile trovare i campioni, senza far sentire in colpa se non lo si diventa. Per essere un canoista forte, ma vale per tutti gli sport, devi essere prima un atleta forte e solo dopo devi saper pagaiare bene».

Meglio la strada percorsa che il risultato raggiunto.
«Meglio vedere uno sportivo che a scuola o nel lavoro mette tutto quello che ha imparato nello sport: quella è la vittoria vera per l’allenatore, per il dirigente, per il Coni. Non dobbiamo coltivare i ragazzi come strumenti per vincere, ma usare lo sport per farli crescere, la filosofia più bella e utile alla società. Poi se son rose fioriranno».

educamp.coni.it

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