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24. 10. 2020 08:11

Tuffi, Elena Bertocchi dopo il lockdown: «Finalmente in acqua, adesso sogno Tokyo»

Bertocchi al rientro in vasca: «Il primo obiettivo? La selezione di febbraio per i Giochi»

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«Le emozioni sono davvero tante, ma la cosa più bella è stata ritrovare quella felicità nel tuffarmi che mi è mancata tanto in questi due mesi di quarantena». Non ha dubbi Elena Bertocchi.

 

Elena Bertocchi, l’intervista

La milanese, oro sincro nei tuffi dal trampolino 3 metri agli Europei di Glasgow 2018 insieme a Chiara Pellacani, è tornata a fare quello che gli piace di più nella vita. Lo si vede nei suoi occhi, che si illuminano di gioia e speranza, quando la campionessa di Milano – allenata da Dario Scola – parla dei “suoi” tuffi.

Bertocchi, come mai all’Acquacetosa sono entrati in acqua alla metà di maggio mentre a Milano solo adesso?
«Come tutti sappiamo i contagiati sono maggiori al Nord: per questo motivo finora nessuno aveva potuto aprire le piscine comunali qui, ad eccezione della sola Bolzano».

Finora come si era allenata?
«Siccome le piscine e le palestre erano ancora tutte chiuse, ho continuato ad allenarmi a casa. E la mattina presto, di solito, vado al parco a correre con la mia cagnolina. Sempre con la mascherina».

Come ha vissuto il lockdown?
«All’inizio è stata molto dura: sono passata da allenamenti molto intensi al centro sportivo Acquacetosa, a Roma, mattino e pomeriggio, a due allenamenti di massimo un’ora al giorno di sola ginnastica, chiusa in casa. Mi annoiavo molto e la notte non riuscivo a dormire. Con il passare dei giorni, per fortuna, ho trovato un mio ritmo, allenandomi la mattina con cardio divertenti trovati su Youtube, mentre il pomeriggio con la nazionale di tuffi tramite l’app Zoom».

A quali gare avrebbe dovuto partecipare quest’anno?
«La più importante sarebbe stata la Coppa del Mondo a Tokyo, a fine aprile. L’ultima prova di selezione per potersi classificare alle Olimpiadi. Poi ovviamente ci sarebbero stati gli Europei a Budapest e ad agosto, finalmente, ci sarebbero stati i Giochi».

Che calendario si prospetta da qui in poi?
«Per ora non ci sono ancora gare in programma e dubito fortemente che le metteranno in calendario. Questo perché ci sono molti atleti, soprattutto juniores, che non hanno ancora ripreso con gli allenamenti. Io ho ripreso ad allenarmi a Milano con un solo obiettivo in testa: la selezione per Tokyo 2021 a fine febbraio».

Sogno della vita?
«Sono vent’anni che sogno di andarci: direi che il primo passo è quello di centrare la qualifica. Poi quel che sarà, sarà».

Tania Cagnotto resta un esempio per tutte voi.
«È sempre stata un punto di riferimento da quando ero piccolina. Quello che vorrei imparare è il suo sapersi estraniare completamente durante la gara, il sapersi mettere in una bolla di cristallo, dove tutto il resto che ci circonda non conta nulla: ci sei solo tu ed il trampolino».

In passato è stata tormentata da diversi problemi fisici: come sta adesso?
«Molto bene: da settembre mi sono trasferita a Roma e vivo nel centro sportivo dove sono seguita ventiquattro ore al giorno da preparatore atletico, fisioterapista e psicologo: vorrei soprattutto ringraziare l’Esercito, il mio gruppo sportivo di appartenenza, che mi ha sempre seguito e sostenuto per tutto il mio percorso».

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