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Non perdono mai la voglia di sorridere, ad ogni risposta, mentre parliamo assieme: quando incontriamo Nadia ed Elena Fanchini a Milano splende una delle ultime giornate di sole prima che le nuvole prendano il sopravvento sulla primavera. Sotto l’imponenza del Duomo, in una piazza gremita di bambini, si presentano le Oralimpics, le Olimpiadi degli oratori.

Il Csi Milano ha voluto anche loro come esempio di amore per lo sport, di passione contro ogni ostacolo o infortunio. Sotto una rete montata in pochi minuti, le sorelle Fanchini giocano a volley con Andrea Zorzi e Mauro Berruto.

Elena, che in carriera ha sconfitto persino un tumore, porta ancora un vistoso tutore attorno al ginocchio sinistro, dopo che a novembre è stata a un passo dal ritiro per un grave incidente. Entrambe hanno trovato in un’altra disciplina sportiva, il calcio, un recente motivo per esultare: il Brescia è tornato in Serie A.

L’anno prossimo avrete un motivo in più per venire a Milano, visto che siete anche tifose dell’Inter.
Elena: «Siamo andate al Rigamonti a vedere il Brescia perché siamo bresciane, ma la fede calcistica resta quella per i nerazzurri. Da un po’ non vivevamo un’emozione così intensa e la squadra della nostra città ce l’ha regalata. Adesso aspettiamo l’Inter…».
Nadia: «Il cuore è diviso, non abbiamo ancora vissuto una sfida Inter-Brescia. Le Rondinelle mancavano dalla Serie A da un po’ di anni. Siamo sportive, l’importante è che almeno una delle due vada forte».

Intanto avete partecipato alla presentazione di Oralimpics. Cosa significa per voi l’oratorio?
E: «Penso sia un’iniziativa bellissima, grazie a Dio esistono gli oratori. Anche noi veniamo da quell’esperienza e dal mondo del Csi. Giocavamo a calcio in una squadra dell’oratorio. Lo sport è vita, è bello esistano queste strutture, fanno crescere e uniscono i ragazzi insegnando molto».
N: «Lo sci alpino in oratorio non è proprio facile da praticare (ride, ndr). Però il nostro era un oratorio di montagna, per cui la neve ogni tanto c’era. Ben venga tutto quanto è legato allo sport».

Milano è anche la città italiana che sta lottando, insieme a Cortina, per una candidatura olimpica in vista dei Giochi del 2026. Siete ottimiste?
E: «Certo, speriamo nel buon esito della candidatura. Milano e Cortina si stanno impegnando in questa corsa, ci crediamo. Sarebbe bello se tutti questi sforzi andassero a buon fine».
N: «Le Olimpiadi in Italia sono qualcosa di straordinario, noi possiamo dirlo perché abbiamo vissuto Torino 2006. Probabilmente non ci saremo alle prossime perché sono un po’ in là con il tempo, ma saremo le prime tifose. E poi in famiglia siamo in tante a fare sport, una Fanchini magari ci sarà comunque».

Quali sono i vostri programmi per il futuro?
E: «Io sto ancora recuperando dall’ultimo infortunio a novembre. È stato il più brutto della mia carriera. È abbastanza lunga, a settembre-ottobre verrò nuovamente operata per togliere una piastra che ho nel ginocchio. Non so cosa riuscirò a fare quest’estate ma io sono ottimista. Non mollo, ci credo sempre».
N: «La speranza è sempre quella di star bene, il nostro motto è andare avanti a testa alta e non mollare mai nonostante i vari infortuni».


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