Quando Luca Castellazzi vestiva la maglia dell’Inter, Filip Stankovic era solo uno dei figli di un compagno di squadra. Un giovanotto che si aggirava per Appiano, di tanto in tanto, accompagnato al padre, con la speranza di ripercorrerne le orme.

In un ruolo diverso, perché il diciassettenne romano di nascita (il padre giocava nella Lazio ai tempi del lieto evento) e serbo di nazionalità è stato fino a pochi mesi fa capitano dell’Under 17 nerazzurra campione d’Italia ed è oggi il titolare tra i pali della Primavera.

Proprio Castellazzi, da commentatore tecnico per Sportitalia, ha avuto modo di vederlo giocare spesso quest’anno, fino a quando domenica a Udine non c’è stata la necessità di portarlo in panchina con la prima squadra per sopperire alle assenze di Handanovic e Berni.

 

Filip Stankovic visto da Luca Castellazzi

luca castellazzi
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Castellazzi, che impressione le ha fatto il giovane Filip quest’anno?
«A me piace, è un portiere completo. Si vede che ha una base tecnica importante. È sicuro. Oltre che tra i pali è bravo nelle uscite alte, il che non è poco. È un gesto tecnico molto difficile, soprattutto per chi non è altissimo. Lui è molto efficace perché ha spinta ed è bravo nella lettura delle traiettorie. A questo va aggiunto che gioca molto bene coi piedi, per il portiere moderno è importante. Gestisce bene la palla sia di destro che di sinistro».

Il cognome Stankovic potrà pesargli?
«Sicuramente la gente si aspetta il massimo anche solo per quello e non ti dà il tempo che meriti. Io però ho avuto modo di conoscere il ragazzo, perché Dejan lo portava al campo ogni tanto. Mi è sempre sembrato molto posato e con la testa sulle spalle. Un giovane serio, mi dicono sia anche un professionista molto critico con sé stesso. Questo lo aiuterà ad evitare di bruciarsi perché essere maturo a 17 anni non è poco. Dejan è una persona quadrata, il figlio non corre il rischio di sentirsi presto un fenomeno».

È vero che per fare il portiere serve qualche anno di apprendistato in più?
«È un ruolo in cui devi fare esperienza, più che negli altri. Non è scontato che si migliori. E questo si realizza solo giocando. Ancor più il discorso vale quando sei in una piazza come Milano. L’errore del portiere risulta evidente, la gente ti ricorda più per la papera che per le parate. Crescere sugli errori è importante. Serve carattere e anche su questo bisogna lavorare».

Meglio, per il ragazzo, una crescita progressiva alle spalle degli attuali compagni o farsi le ossa altrove?
«È evidente che lavorare al fianco di Handanovic può darti formazione perché puoi rubare quotidianamente qualcosa, ma confrontarsi con un campionato vero ed essere protagonista, accumulando presenze, ti permette di fare esperienze importanti e capire realmente il valore che hai. Magari uscendo dall’Inter potrà avere subito una chance in Serie B come accaduto a Radu ad Avellino o quest’anno a Di Gregorio con il Pordenone. Giocare per i tre punti ti dà qualcosa dal punto di vista della pressione».

A 17 anni può ancora permettersi un anno in più in Primavera. Quale potrà essere la scelta dell’Inter?
«In questi casi non bisogna avere fretta. Francamente non so quale sarà il suo futuro, ma accelerare può essere controproducente. Se l’anno prossimo il club sceglierà di chiamare in Primavera i 2003 magari lo manderanno in prestito altrove, ma dipenderà da tante cose. Il secondo anno in Under 19 può servire e per Stankovic è già un’ottima base di partenza sapere di far parte di un club che per il settore giovanile è al top da anni».

Filip Stankovic, il profilo

La maggiore età arriverà a breve. Diciotto anni il 25 febbraio, Filip Stankovic è diventato in poche settimane della stagione in corso il portiere titolare della Primavera. La società ha deciso di investire sui classe 2002, facendo fare un doppio salto ai vincitori del campionato italiano Under 17 di cui il portiere serbo era capitano fino a giugno 2019.

Esposito è finito addirittura in prima squadra, il giovane Filip ha invece superato la concorrenza interna di Pozzer ed è diventato la prima scelta di Armando Madonna per un ruolo tra i pali. Pochi i passaggi a vuoto, tante le gare finite tra gli applausi, anche se la stagione non sta andando benissimo a livello di squadra: fuori dalla Coppa Italia, avanti in Youth League ma in forte ritardo dalla capolista Atalanta in campionato.

Domenica scorsa Conte lo ha chiamato per la trasferta di Udine in prima squadra. E pensare che fino a sabato, con Padelli influenzato, Berni squalificato e Handanovic infortunato a una mano, ha rischiato seriamente di dover giocare la partita.

Solo il giorno dopo si è avuta la certezza che il vice del capitano interista avrebbe potuto prendere parte alla gara, come è accaduto. Il sogno dell’esordio è rimandato, quello di rivedere uno Stankovic in distinta dopo sei anni si è realizzato. Per la gioia, anche sui social, di papà Dejan.

filip stankovic
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