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Mentre la “banda Conte” continua a godere del pieno supporto di una tifoseria già calorosa per definizione, in casa Milan le critiche sul conto di mister Giampaolo cominciano a diventare qualcosa di più di un semplice mugugno a poche ore dal calcio d’inizio del derby.

 

Già, perché mettendo i 6 punti ottenuti con Brescia e Verona – che non potevano essere altrimenti – il Diavolo stenta, non crea e segna con il contagocce. Per vedere sul campo i risultati del lavoro del “Maestro” ci vuole tempo. Probabilmente tanto. E ha confermato questa tesi puntando ancora sui “vecchi” e tenendo fuori tutti (o quasi) i “nuovi”.

Ma al di là delle singole scelte di formazione, il Milan in queste prime uscite ha manifestato l’impellente esigenza di trovare una sua forma – tattica, dopo aver cambiato sostanzialmente tre moduli in tre gare – e una sua identità, persa dopo l’amaro match di Ferrara e il conseguente addio di Gennaro Gattuso.

Con l’Inter l’occasione giusta. Approfittando di una sfida che tradizionalmente rimescola i valori in campo, l’erede di Galeone può e deve dare la svolta ad una stagione iniziata non proprio con il piede giusto. A volte basta poco per segnare, in positivo o in negativo, una stagione. Lo scorso 17 marzo ce lo ricorda.

L’altra sponda. Tornando sulla sponda nerazzurra, sebbene il folto numero di impegni suggerisca una girandola di giocatori da utilizzare, nel derby non vedremo un’Inter così differente da quella europea. Qualcuno pagherà, per la prova scialba dello scorso martedì, a qualcun altro verrà concesso un appello perché le alternative non danno ancora certezze.

Con un mercato così pieno di innesti, è ovvio che qualche interprete andrà provato in campo nell’incertezza di quanto potrà fornire. Sembra però complicato che questo possa avvenire, se non in presenza di una reale necessità, in uno scenario come il derby al Meazza, che richiede rischi al minimo e certezze al massimo, laddove presenti.

Speciale Mi-Tomorrow. Parleremo di tutto (e di molto di più) bello speciale in distribuzione domani a San Siro: 24 pagine rossonerazzurre con le ultime di formazione, i personaggi, i primi “casi”, le vignette di Michelangelo Manente (un assaggio in foto, ndr) e due protagonisti che potranno raccontare meglio di molti altri chi sono davvero Marco Giampaolo e Antonio Conte. Appuntamento a domani, dalle 17.00, ai piedi della Scala del Calcio.


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