inter-borussia
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Due rivali che faticano a incontrarsi: di Inter-Borussia Dortmund se ne contano solo due in Europa, entrambe sfide sui 180′ per strappare una qualificazione al turno successivo. È quindi la prima volta che la sfida (domani alle 21.00) vale i tre punti di un girone, comunque importanti, ma non il classico “dentro o fuori” figlio di un’epoca in cui nelle coppe non esistevano raggruppamenti.

 

La buona notizia per Conte è che in entrambi i casi passati l’Inter ha festeggiato non solo la qualificazione, ma anche la vittoria del torneo. In semifinale della Coppa dei Campioni 1963/64, quando al 2-2 di Dortmund fece seguito il 2-0 del Meazza; nei quarti di Coppa Uefa 1993/94, con uno splendido 1-3 in Germania e una sconfitta tra indicibili sofferenze per 1-2, rete scaccia-guai di Manicone a 9′ dal termine.

Le scelte. Due periodi completamente differenti divisi da trent’anni di storia del club. Dalla Grande Inter, plurivittoriosa nel mondo, a una squadra che nello stesso anno dovette attendere l’ultima giornata per salvarsi dallo spettro della retrocessione. Quella di Conte non è ancora lo squadrone “che tremare il mondo fa” e non è l’arrendevole versione consegnata nelle mani di Giampiero Marini dopo l’esonero di Bagnoli a stagione in corso.

Contro il Sassuolo ha centrato, pur soffrendo, la settima vittoria su otto partite in Serie A. Non poter contare su D’Ambrosio e Sanchez, più Sensi quasi certamente out, è una bella tegola. Qualche cambio rispetto al Mapei Stadium potrebbe esserci: Godin per Bastoni, Asamoah per Biraghi a sinistra e forse Vecino per Gagliardini.

La situazione. La gara è fondamentale, dando un occhio alla classifica. Pesa, più di una sconfitta a Barcellona che poteva essere preventivabile, il pareggio in casa contro lo Slavia Praga in una gara rimessa in piedi solo nei minuti finali. La situazione è ancora aperta, i tedeschi sono a 4 punti insieme ai catalani mentre l’Inter e i cechi sono fermi a 1, ma va considerato che le ultime tre gare saranno due trasferte e una partita in casa contro i catalani.

In più, l’avversario è tosto. Ha mostrato qualche difficoltà in campionato, ma ha battagliato per lo scudetto con il Bayern Monaco fino alla scorsa primavera e ha conquistato la Supercoppa di Germania. Conta su pilastri come Sancho, Reus, Witsel, sebbene al pari dei nerazzurri avrà defezioni importanti (Alcacer e Piszczek, forse Burki). All’Inter serve la piena posta, in qualsiasi modo, per non doversi aggrappare a flebili speranze e a risultati favorevoli anche dagli altri campi.

I giovani vanno forte
Sfida ai gialloneri anche in Youth League, nerazzurri in testa al girone

Sarà Inter-Borussia Dortmund anche in Youth League. Una competizione in cui, a differenza di quanto sta accadendo in Champions, i nerazzurri sono nella miglior posizione possibile: due partite, due vittorie, con sette gol fatti e nessuno subito prima del confronto del Breda di Sesto, domani alle 16.00. La difficoltà sarà quella di dover rinunciare a tre pilastri come Pirola, Agoumé ed Esposito, i primi due partiti per il Mondiale Under 17 e il terzo richiesto da Conte per la prima squadra dopo il grave infortunio occorso a Sanchez.

Un’assenza, quella del gioiellino classe 2002, a cui bisognerà abituarsi almeno fino al termine dell’anno solare. Tutti e tre erano già fuori dai convocati sabato scorso in casa del Genoa e la squadra di Armando Madonna (foto, ndr) ha subito la prima sconfitta della stagione dopo sei vittorie consecutive tra campionato e YL. Vana la tripletta siglata da Thomas Schirò, capitano e tra i giocatori più in forma della rosa.

Il Borussia, come lo Slavia Praga, è a 3 punti e ne deve recuperare altrettanti ai nerazzurri, mentre il Barcellona è sorprendentemente a zero e dopo la netta sconfitta in casa contro l’Inter ha dato il benservito a Victor Valdes. Fatali, oltre ai risultati scadenti, anche i contrasti con Kluivert, responsabile del vivaio della Masia.


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