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17. 05. 2021 05:58

Inter, ne mancano tre allo scudetto

Domenica contro il Verona nerazzurri a caccia di un altro successo per avvicinarsi al tricolore: occhi puntati su Dimarco

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Mancano tre vittorie. Tre gare da vincere, contro Verona, Crotone e Sampdoria, per provare a prendersi l’agognato scudetto. Il primo step verso il sogno è per l’Inter domenica alle 15.00 al Meazza, dove si torna a seguito di due trasferte consecutive con altrettanti pareggi.

Quello col Napoli è stato accolto come un buonissimo risultato, meno il pari di La Spezia mercoledì scorso, anche se la squadra di Conte ci ha provato in tutti i modi a centrare il bersaglio dopo aver raggiunto l’1-1.

A San Siro arriva un avversario che viene da tre sconfitte consecutive, con tanti giocatori su cui sono posati gli occhi dei dirigenti interisti. Nell’Hellas gioca Federico Dimarco, in prestito ma col diritto di riscatto a favore degli scaligeri. Verrà esercitato, con tutta probabilità.

È innegabile che si tratti di uno dei più importanti interpreti del ruolo nel campionato in corso, in particolare per la produzione offensiva, utilizzato in emergenza anche come interno nella difesa. A seconda di quello che sarà il budget di Suning per il mercato non è escluso che il duo Marotta-Ausilio punti proprio sul ragazzo, che ha anche il vantaggio di essere iscrivibile nelle liste Uefa e Figc come prodotto del vivaio.

Avversari. Nei veneti c’è anche Salcedo, classe 2001, altro giocatore trasferito temporaneamente ma non ancora ritenuto pronto per un ritorno in pianta stabile all’ovile. Infine Faraoni, che i passi iniziali in prima squadra li ha mossi proprio in nerazzurro e oggi è uno dei giocatori più affermati della squadra di Juric. Altro ex, il tecnico. Uno dei tecnici della Serie A più simili a Conte.

Un allenatore di temperamento, in carriera orientato sulla difesa a tre (cardine del timoniere interista) per eredità del suo mentore Gasperini. Era lui il vice dell’allenatore la cui avventura a Milano è durata un battito di ciglia e che oggi fa le fortune dell’Atalanta. Chissà che in futuro non possa tornare in città con il vantaggio di avere in mano il comando delle operazioni.

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