Inter-Parma formato Cina

Inter-Parma formato Cina

Inter-Parma e Inter-Tottenham, un doppio pienone è in arrivo. San Siro è pronto, dopo due settimane di sosta per le nazionali, ad accogliere il ritorno del campionato e del pellegrinaggio laico dei tifosi. Tocca all’Inter, per due appuntamenti a stretto giro: il Parma di sabato, il Tottenham martedì. Un fiume complessivo, nelle attese del club confermate dai numeri della prevendita, di circa 130.000 persone. Al Meazza il Parma non si vede dal 2014/2015, ultima stagione prima del triste tracollo societario, ma come ricordato nei giorni scorsi sui social dai futuri ospiti è qui che gli emiliani hanno alzato tre coppe: la Uefa ’95 contro la Juventus, la Supercoppa Europea del ’93 e quella Italiana del ’99 entrambe contro il Milan. Ricordi lontani di una squadra che nei nineties ha fatto storia e ora cerca in quelle pagine gloriose la spinta per tornare a splendere senza passare dai guai finanziari di scellerate gestioni.

ZHANG E LIZHANG • L’Inter, per conto suo, non ha vissuto gli stessi drammatici saliscendi, ma ha comunque dovuto smorzare dal 2011 in poi i sogni di predominio italiano e internazionale impostati nelle precedenti stagioni. Il punto in comune tra le future contendenti è che per entrambe il tentativo di raggiungere i rispettivi traguardi passa attraverso una proprietà cinese. Suning e Zhang Jindong sono il perno finanziario dell’universo nerazzurro, Jiang Lizhang e il suo variegato impero tra la Cina e lo sport mondiale (è presidente dei gialloblu, ma anche del Granada e del Chongqing Lifang, oltre che azionista dei Minnesota Timberwolves in Nba) il contraltare a Parma.

Due figure di spicco dell’economia cinese, che si conoscono e covano rapporti ben diversi da quelli freddi e distaccati che Suning aveva con l’ormai ex proprietà milanista, prima dell’entrata in scena di Elliott. Entrambi i patron hanno visto nella strada del calcio un possibile viatico per l’espansione in Europa dei propri interessi e nelle settimane estive del calciomercato hanno fatto in modo di darsi una mano. All’Inter serviva una società a cui cedere qualche elemento in esubero (Biabiany) o dei giovani in rampa di lancio ma ancora acerbi per il palcoscenico nerazzurro (Dimarco e Bastoni) e i gialloblu hanno accolto tre pedine in grado di rafforzare la rosa.

IN CAMPO • Domani, però, gli interessi saranno quelli del campo e non coincideranno. Il Parma ha raccolto applausi, ma solo un punto, pur mettendo alle strette la corazzata Juventus poco meno di quindici giorni fa. L’Inter, in cerca del primo successo stagionale in casa, ha già lasciato per strada due possibili vittorie perdendo contro il Sassuolo e pareggiando in casa con il Torino. Spalletti sa che quella di domani alle 15 non è una semplice “prova generale” per la Champions e che non sarà possibile presentarsi con la classica Inter 2. Potrebbe però non esserci Mauro Icardi. L’argentino è tornato ad allenarsi solo oggi con il gruppo dopo gli impegni con la Nazionale. Potrebbe accomodarsi in panchina, lasciando spazio a Keita, attendendo il corso degli eventi ed entrando eventualmente in campo a dare un contributo di fronte a una squadra a cui in nerazzurro non ha mai segnato.

PROBABILE FORMAZIONE 
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Skriniar, Asamoah; Gagliardini, Brozovic; Candreva, Nainggolan, Perisic; Keita. All. Spalletti