nainggolan
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Tre infortuni importanti nella stessa stagione non li aveva mai avuti. Per sua stessa ammissione, Radja Nainggolan non si sente particolarmente a suo agio: quei guai muscolari ai quali è andato incontro in questa stagione gli hanno fatto saltare diverse partite e lo hanno condizionato anche nelle successive, non permettendogli di fornire in campo quelle che Spalletti chiama “vampate”.

Gli scatti, i contrasti, le conclusioni fulminanti, fanno parte di quel grande insieme di qualità di cui il belga dispone e per il quale (sacrificando in cambio un talento come Zaniolo) è stato acquistato dalla Roma, prossimo avversario dell’Inter al Meazza. Quella di domani sera (20.30) sarà una sfida fondamentale in chiave Champions, per entrambe le contendenti.

I nerazzurri sono terzi e avanti di sei punti sui giallorossi, ultima squadra oggi fuori dalla zona dell’Europa che conta. Vincere vuol dire mettere un’ipoteca, pur dovendo ancora fare attenzione al Milan (quarto a cinque punti), all’Atalanta e alla Lazio, ma per farlo l’Inter ha bisogno della miglior versione del suo “Ninja”.

Bando ai ricordi, tanti e belli, Nainggolan dovrà fare quel che spesso gli è riuscito durante Inter-Roma negli ultimi anni, solo a maglie invertite. A San Siro ha spesso punito la sua attuale squadre, due stagioni fa siglò addirittura una doppietta con due bolidi da fuori area.

A Frosinone si è vista una prestazione del trequartista voluto fortemente da Spalletti piuttosto simile a quelle che i tifosi romani conoscono e che all’andata hanno schivato proprio a causa di uno degli infortuni occorsi quest’anno. C’è speranza, per il tecnico, che la stessa possa essere replicata nell’appuntamento di grido, magari grazie all’ausilio di quel Mauro Icardi al quale un gol su azione manca proprio dalla partita di dicembre all’Olimpico.

Da quando è tornato in campo, chiudendo la spiacevole parentesi dell’auto-esclusione per la perdita dei gradi di capitano, l’argentino ha segnato su rigore nella Marassi genoana e ha poi infilato due gare senza marcature, pur con un assist all’attivo per Vecino domenica scorsa.

Per Spalletti, come per Nainggolan, Inter-Roma ha un forte sapore di passato. Avverso a una parte della piazza giallorossa per i rapporti ai minimi termini con Francesco Totti, il toscano di Certaldo resta l’ultimo allenatore in grado di portare un trofeo in bacheca ai capitolini: la Coppa Italia 2008, conquistata proprio contro l’Inter.

Altri tempi, in cui le due squadre si giocavano scudetti e altri tornei nazionali in agguerriti scontri. Oggi il tricolore per entrambe è mettersi in tasca i cospicui introiti garantiti dall’Uefa per la partecipazione alla Champions League, in attesa che il mercato garantisca qualche buon innesto per ridurre il famoso gap dalla Juventus.