inter-sassuolo
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Nella storia tra grandi e piccole del nostro calcio, poche sfide come Inter-Sassuolo rappresentano nei precedenti un ribaltamento del blasone tra le rispettive sponde. Al Meazza, domani sera alle 20.30, difenderà il fortino di casa una delle due metà della Milano pallonara, tre volte campione d’Europa e del mondo. A tutti gli effetti una “grande” d’Italia, sebbene con delle difficoltà ben palesate da sei anni vissuti lontani dalla partecipazione alla Champions League.

Di fronte i neroverdi, con una conoscenza della Serie A che è solo ed esclusivamente recente, dal 2013 in poi. Una realtà frutto del lavoro di un milanese d’adozione, Giorgio Squinzi, patron di quel miracolo imprenditoriale chiamato Mapei e dichiarato tifoso milanista. Per lui la partita di San Siro è un derby, molto più di quanto non siano gli incroci regionali con Bologna o Parma.

Evidentemente il concetto è ben chiaro ai suoi stipendiati: dopo tre sconfitte consecutive tra 2013 e 2014, di cui due per 7-0, gli emiliani hanno vinto sette partite su otto al cospetto dell’Inter, la penultima delle quali ha messo a serio rischio la qualificazione alla Champions League poi conquistata da Icardi e compagni contro la Lazio, una settimana più tardi.

SFOTTÒ • Lo stesso Squinzi ha annunciato in una vecchia intervista di aver appeso un quadro in ufficio per ogni vittoria contro i nerazzurri e di non avere più molto spazio. Una battuta che Luciano Spalletti ha utilizzato per provare a caricare i suoi alla vigilia del confronto del maggio scorso. Non è bastato lo stesso e a siglare le due firme del definitivo 1-2 sono stati due giocatori in qualche modo legati all’Inter.

Uno è Matteo Politano, oggi in nerazzurro, acquistato in prestito con diritto di riscatto e al quale Zhang Steven (per ammissione dello stesso attaccante) ha chiesto fin dal primo incontro di farsi perdonare quel gol siglato su punizione. Il secondo è Domenico Berardi, tifoso interista, più volte accostato alla sua squadra del cuore. Non c’è mai stato verso di chiudere la trattativa, complici le alte richieste del Sassuolo e una parabola discendente intrapresa dal giocatore che quest’anno sembra essersi arrestata. Con grande gioia del ct Roberto Mancini, che lo ha riportato nel giro azzurro.

IL TENTATIVO • Il sogno del proprietario del Sassuolo sarebbe stato viverla per davvero, la stracittadina di Milano. Amico di Silvio Berlusconi, ai tempi in cui l’ex premier ha messo in vendita la società ha dato mandato ad alcuni consulenti di capire quali fossero i costi dell’operazione. “Impossibili”, li ha definiti una volta venuto allo scoperto, pochi mesi dopo il passaggio di consegne a Yonghong Li. Oggi che la proprietà rossonera ha basi più solide, nelle mani di Elliott, quel sogno sembra ancora più lontano. Il derby di Squinzi sarà ancora Inter-Sassuolo.

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Porte aperte solo per studenti e ragazzi del Csi
A prescindere dal risultato, la gara di domani sarà certamente la più triste a livello di cornice. Non ci sarà pubblico, se non i bambini e i ragazzi delle scuole milanesi e del Centro Sportivo Italiano. Rimpiazzeranno in parte gli abbonati, ai quali non sarà concesso superare i cancelli a causa degli ululati razzisti a Koulibaly durante Inter-Napoli. Il club dovrà scontare anche una gara senza la Curva Nord, quella del 31 gennaio nei quarti di finale di Coppa Italia contro la Lazio.


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