inter-verona
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Di temi per cui poter definire Inter-Verona una partita molto attesa ce ne sono di riconducibili a diverse motivazioni.

 

Le recenti parole di Antonio Conte, dopo la sconfitta di Dortmund, hanno sancito una certa distanza tra le velleità del tecnico, un vincente a cui è difficile parlare di crescita passo passo e una proprietà come Suning avvezza alla politica della scalata graduale.

Domani alle 18.00 i nerazzurri giocheranno la settima partita in venti giorni, per molti calciatori sarà l’ennesima di fila, fatta salva qualche eccezione. Da una parte il tecnico ha individuato uno zoccolo duro a cui affidarsi, dall’altra c’è qualche infortunio con cui doversi confrontare e alcuni giocatori (Borja Valero tra tutti) che pur a disposizione non rientrano tra le grazie dell’allenatore nerazzurro.

Schieramenti. La maggiore novità di formazione potrebbe essere rappresentata dal ritorno dal 1′ di Stefano Sensi, fermo da Inter-Juventus del 6 ottobre per un doppio problema muscolare e tornato in campo solo nel finale a Dortmund. Complice l’ormai noto infortunio di Sanchez e quello più recente nel tempo accusato da Politano, davanti toccherà nuovamente a Lukaku e Martinez, mentre a destra è ballottaggio tra Lazaro e Candreva.

In difesa Bastoni contende una maglia a Godin. Come per lo scorso turno di campionato, l’obiettivo dell’Inter sarà mettere pressione alla Juve provando il momentaneo sorpasso in vetta prima della sfida tra i bianconeri e il Milan di domenica sera.

Razzismo. Inter-Verona è sotto i riflettori anche per accadimenti di cui si farebbe volentieri a meno, come gli ululati razzisti riservati da un gruppo di ultrà gialloblu a Mario Balotelli nel corso di Hellas-Brescia. La vicenda è sfociata in ambito politico, ma come negli anni passati siamo ancora in attesa di capire se i vertici del calcio italiano e mondiale, coadiuvati dalle società, mostreranno la reale intenzione di combattere il fenomeno.

Fondamentale sarebbe rompere il cordone ombelicale con le curve e la fazione interna alle stesse che ancora ritiene Balotelli «non completamente italiano» o un coro inneggiante a Hitler «folklore». Entrambe definizioni emesse dall’ultrà Luca Castellini, esponente di Forza Nuova. Qualche giocatore di colore ci sarà, uno di questi è Lukaku, a cui è già stato riservato un trattamento da Alabama di metà ‘900 negli stadi di Cagliari e Bologna. Non siamo curiosi di sapere come potrà andare stavolta. Biglietti su inter.it/it/biglietteria.


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