leonardo colucci
leonardo colucci

Leonardo Colucci vanta un primato nei confronti di Marco Giampaolo: è stato compagno di squadra a Siracusa da calciatori, l’ha avuto come allenatore a Cagliari e gli ha fatto da vice a Cesena. Ma soprattutto a legare i due è un’amicizia che dura da venticinque anni. «Derby? Mi auguro che vinca lui, quindi il Milan», racconta a Colucci a Mi-Tomorrow.

 

Chi è Marco Giampaolo?
«Una persona seria, leale, competente e ironica. Lui è proprio l’amico col quale usciresti ogni sera».

E come allenatore?
«Quando una società ingaggia Marco può essere certo di mettersi in casa un lavoratore indefesso, proiettato al cento per cento sulla squadra. Lui non spreca energie, rimane sempre focalizzato sulla realtà».

Qual è il suo marchio di fabbrica?
«E’ un innovatore, ha tante idee ed è perfezionista».

L’ideale per il Milan?
«Sono sicuro e convinto, se gli daranno il tempo, farà un gran bene al Milan».

Se gli daranno tempo…
«Il tempo per uno come Giampaolo è fondamentale».

Vi sentite spesso?
«Si, ci siamo sentiti anche all’inizio di quest’avventura. Era entusiasta, vuole costruire qualcosa di importante, insieme alla società e ai ragazzi a disposizione».

Come definirebbe il calcio di Giampaolo?
«Un calcio di costruzione, sicuramente più difficile del calcio opportunistico».

Allegriano?
«Hanno idee simili, sono allenatori che sanno leggere bene le partite e preparano le gare pensando a quattordici giocatori, non solo undici».

Il jolly dalla panchina…
«Giampaolo attinge tanto dalla rosa e questa caratteristica richiede tanta energia mentale ai suoi giocatori».

Come vi siete conosciuti?
«Abbiamo giocato insieme a Siracusa (stagione 1993/94, ndr). Poi l’ho avuto come allenatore a Cagliari (stagione 2006/2007, ndr) e gli ho fatto da vice a Cesena (2011/2012, ndr)».

Che tipo è fuori dal campo?
«A volte non offre questa sensazione nelle interviste, ma ha grande spirito d’ironia. E poi è un grande intenditore di vino».

Qualche esempio?
«Gli ho fatto assaggiare anche robe da 1,50 euro al supermercato, mi ha sempre sgamato subito. Se lo vuoi prendere per la gola, dagli un buon vino d’annata».

Che derby sarà?
«E’ una partita che mette a confronto due nuovi allenatori nelle loro squadre, in due momenti diversi. L’Inter in campionato è lanciata, ma arriva dal mezzo inciampo in Champions. Il Milan ha vinto a Verona ed è stata una grande iniezione di fiducia. Fai fatica a trovare un favorito, come in tutti i derby».

Preferenze?
«Mi auguro che vinca il Milan».

C’è un giocatore di questo Milan che risponde all’identikit del calcio di Giampaolo?
«Non saprei, ma posso garantire che lui riesce a migliorare tutti i suoi giocatori. Non c’è un elemento della rosa che alla fine dell’anno non risulti migliorato. I migliori complimenti lui li ha ricevuti da quelli che giocavano poco».

Piatek è il suo modello di centravanti?
«Ha caratteristiche diverse rispetto ad altri attaccanti allenati da Marco. Però sono convinto che si sbloccherà, perché tutti i bomber hanno sempre segnato nelle squadre di Giampaolo, vedi Quagliarella alla Sampdoria».

Lei intanto, cosa fa oggi?
«Sono fermo in attesa di una chiamata. Nel frattempo, mi dedico alla famiglia, che non guasta mai».

L’intreccio Colucci-Giampaolo
Leonardo Colucci, classe 1972, da giocatore ha indossato le maglie, tra le altre, di Lazio, Verona e Bologna. È stato nello staff di Giampaolo al Cesena, nella stagione 2011/2012, ma ci aveva giocato insieme a Siracusa nella stagione 1993/94 e l’aveva avuto come tecnico a Cagliari nel 2006/2007. Dopo l’avventura a Cesena, Colucci ha scelto di proseguire la sua carriera da allenatore, approdando sulle panchine della Primavera del Bologna, quindi Reggiana, Pordenone e, fino alla scorsa primavera, Vis Pesaro.


www.mitomorrow.it