marco fabbri
marco fabbri

Da casa del volley per la squadra della città, l’Allianz Cloud si sta pian piano trasformando in catalizzatore di grandi eventi. Come il Golden Skate Awards, in programma domani alle 20.30 con la tredicesima edizione. Da Evgeni Plushenko a Javier Fernandez fino ai tanti azzurri, scenderanno in pista i nomi più importanti del pattinaggio artistico mondiale. Carolina Kostner ci sarà ma solo per selfie e autografi a partire dalle 19.45, essendo costretta ai box da un problema fisico. Si esibiranno invece regolarmente Matteo Rizzo, Daniel Grassi, Alessia Tornaghi e le coppie formate da Rebecca Ghilardi-Filippo Ambrosini e da Marco Fabbri-Charlène Guignard. Fabbri è uno dei “prodotti” del panorama milanese, assieme a Rizzo. Avrà l’occasione di esibirsi insieme alla compagna (di vita oltre che di pista) davanti al pubblico di casa.

 

Che effetto fa potersi esibire all’Allianz Cloud, a casa tua?
«Per me sarà la prima volta all’ex Palalido, dove sono stato tanti anni fa con mio papà per vedere la pallacanestro, ma di cui ho ricordi un po’ sfocati. I Golden Skate Awards sono stati negli ultimi anni a Torino, Courmayeur. Era ora che arrivassero nella mia città».

Siete appena tornati dal Giappone: come è andata in Coppa del mondo?
«Abbiamo chiuso terzi, potevamo fare anche meglio ma a fine settembre ho avuto un infortunio in allenamento e mi sono tagliato un tendine. Questo ha un po’ compromesso il lavoro nella prima parte della stagione. Ci siamo preparati in un batter d’occhio e abbiamo preso due bronzi in Francia e Giappone».

Fabbri, Rizzo, fino a poco tempo fa Lanotte. Si può dire che esiste una scuola milanese di pattinatori?
«Ormai da tanti anni Milano è il fulcro del pattinaggio italiano, quasi tutti gli allenatori più blasonati sono qui. Abbiamo piste a Sesto San Giovanni, San Donato e Assago, oltre che a Milano all’Agorà. Siamo fortunati. Altre città con così tante strutture non ce ne sono, giusto Torino può essere paragonabile. Quando hai anche un bacino d’utenza maggiore ci sono più possibilità di avere atleti di buon livello».

Cosa significa fare coppia con la propria compagna?
«Non è una cosa così comune, in effetti. Noi siamo stati molto fortunati, all’inizio è stato un rischio visto che eravamo insieme anche nella vita. Ci siamo trovati, siamo due persone molto affini e paradossalmente se abbiamo dei bisticci è più facile succeda in pista che fuori. È bello, passiamo tutto il giorno insieme, ma non siamo per nulla stanchi l’uno dell’altra. Siamo contenti perché tutte le esperienze che viviamo nello sport e nella vita le passiamo insieme».

A Milano-Cortina ci state pensando?
«È un po’ lontana. Ci sono ancora sei anni. L’obiettivo a breve termine è la Cina, poi sarà giusto fare tante valutazioni. A livello fisico questo sport è impegnativo, come tutti quelli ad alto livello. È chiaro che se arrivi a un anno o due dai Giochi di casa e sei ancora competitivo, stringi i denti e li fai. Per ora abbiamo esultato per l’assegnazione alla mia città e all’Italia. Quelli di Torino 2006, purtroppo, li abbiamo vissuti da spettatori. Charlène era ancora in Francia…».

Info: goldenskate.it


www.mitomorrow.it