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02. 12. 2020 17:40

Il futuro prossimo del Milan si chiama Sandro Tonali: tifoso da sempre, erede di Gattuso

Sandro Tonali, tifoso da sempre di quella squadra e di quella maglia che ha già ereditato: la 8 di Rino Gattuso: «Colpa delle favole»

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Il pallone è il sogno di tutti, il desiderio di molti e la realtà di pochi. Un vero e proprio miraggio, una prospettiva allettante quanto (spesso) ingannevole. Ma è pur sempre una meta. Che, se raggiunta, può condurre a vette inaspettate. E, attenzione, non richiede solo sudore: il mondo del calcio ricerca qualità, quantità, fiducia, determinazione e tocchi. La storia di Sandro Tonali parte da qui, dai tocchi.

Il futuro prossimo del Milan si chiama Sandro Tonali

Barona, periferia sud-ovest di Milano, il pallone rotola sui campi del Lombardia Uno. Un piccolissimo Tonali non passa inosservato, un percorso che parte dalla sua Sant’Angelo Lodigiano e arriva in Serie A, passando per una maglia azzurra, quella della Nazionale. Una storia di tocchi al pallone che parte dai campi di provincia e ora attende l’atto finale alla scala del calcio. A San Siro.

Progressi. Tonali è giovanissimo, ma da quando ha raggiunto la ribalta sembra passata un’eternità. Un predestinato, in tanti si sono affrettati a dire che «giocava a due tocchi in mezzo al campo: era già avanti, era già moderno. Ecco perché non si accorsero di lui». Parola di Davide Gatti, presidente del Lombardia Uno. Parole di chi ha visto nascere il Tonali giocatore, di chi ha accompagnato il bambino e poi il ragazzo, accompagnandolo fino alla chiamata del Piacenza.

Sempre Milan. Tanti giri per diventare un calciatore completo, con il cuore che aveva già una destinazione. La fermata finale porta da sempre il nome Milan nei sogni di Tonali. Parole d’amore, segnali chiari, una dichiarazione che arriva con la maglia del Brescia, stop necessario e fondamentale per la ricercata completezza da calciatore moderno. «Tifo Milan da quando sono bambino», parole del 22 gennaio 2019: una dichiarazione che, da quel momento, si augura di scatenare il corteggiamento.

Destino. Professionale, sguardo pulito, mentalità da vincente: il calcio è divertimento e consapevolezza. Un percorso lineare, coerente, senza strafare. Il Milan è sempre stato nel suo destino, anche quando venne scartato ai provini al Vismara. Niente Inter, ma neanche Milan: gli osservatori ne apprezzavano le doti – oggettive e significative – ma niente di più.

La fine dell’inizio. Il cerchio si è aperto al Lombardia Uno e lì si chiude la sua lunga attesa. Esattamente dove, ora, Tonali è un idolo dei bambini. Si torna ancora ai piccolissimi del nostro calcio, che sognano una carriera come la sua. Che ora vede il centrocampista vestire una maglia numero 8 (dell’idolo Gattuso), con due colori – il rosso e il nero – che hanno sempre fatto da sfondo al percorso di Sandro.

Obiettivo. Una presenza costante, in attesa di una crescita che ora è il raggiungimento di un obiettivo. Di quella famosa meta da sogno. Le porte di Milanello come traguardo solido, la fine che guarda all’inizio. L’inizio che sorride al sogno, adesso realtà. E, come ha postato il “grande” Tonali su Instagram prima della giornata delle visite mediche e delle prime parole emozionate, è sempre «colpa delle favole». Perché, ad una genesi da predestinato, (quasi) sempre corrisponde un finale da favola.

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