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05. 08. 2020 12:54

Milano Baseball alza la voce: «Abbiamo bisogno di un nuovo impianto»

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Il Milano Baseball riparte, con tanta voglia di stupire nonostante le innumerevoli difficoltà. Certo, il silenzio è assordante attorno ad un movimento, ma alla base di tutto c’è la passione, quella che ha visto gli oltre 150 tesserati affollare il centro scolastico onnicomprensivo Curie-Sraffa di via Fratelli Zoia 130 per la festa di inizio stagione. Organizzata con la regia del presidente del Milano, Alessandro Selmi.

Presidente, finalmente si riparte: siete l’unica squadra in Italia ad avere coperte tutte le categorie giovanili di baseball e softball. Com’è stato possibile?
«Sicuramente è la cosa di cui siamo più orgogliosi, vuol dire avere in qualche modo completato uno sforzo che va avanti da qualche anno; quest’anno siamo anche riusciti a potenziare il femminile, che per noi resta un elemento chiave per l’impatto che può avere sul movimento».

Certo che quest’anno siete davvero in tanti…
«Facciamo fatica a gestire i due campi del Centro Kennedy, abbiamo una sovrabbondanza di squadre che ci costringe ad un planning allenamenti e partite molto rigido».

A proposito, novità sul centro sportivo?
«A metà marzo ci sarà un nuovo incontro tra noi, la federazione baseball e il Comune di Milano, per dirimere definitivamente la questione. Tutto questo sta diventando oggettivamente un vincolo al nostro sviluppo, speriamo sia la svolta definitiva. È anche vero che l’abbiamo detto tante volte in questi anni…».

L’accordo siglato nel 2014 tra Comune e Fibs prevedeva che il primo mettesse 500.000 euro per far partire i lavori di ristrutturazione, dando in gestione l’impianto al secondo: novità?
«Nessuna. Ci sono stati dei tecnici del Comune e della federazione che penso abbiano fatto dei rilievi, ma al momento non c’è stata nemmeno l’apertura dei bandi per i lavori di manutenzione straordinaria, che penso il Comune sia obbligato ad aprire. Il vero problema è che se nessuno mette il primo euro, tutto rimarrà fermo».

E voi cosa potete fare?
«Noi non siamo della partita, perché il Comune non ha concesso l’impianto a noi e la Federazione non può assegnarlo se non ha l’ok del Comune. Diciamo che siamo spettatori paganti».

Venendo alla stagione che va cominciando, come si prospetta quella del Milano?
«Nel baseball speriamo di migliorare quanto fatto l’anno scorso in Serie B, dove abbiamo chiuso con 18 vittorie e altrettanto sconfitte. Dobbiamo provare ad essere più continui, ci piacerebbe molto arrivare ai playoff; abbiamo rinforzato molto il monte di lancio, che penso che possa davvero fare la differenza in questa categoria».

E il softball?
«Disputeremo la Serie B con le ragazze dell’Under 18, quindi con una squadra giovanissima. Ci auguriamo che facciano esperienza confrontarsi con i grandi».

Immaginiamo di essere arrivati a fine stagione: quale sarebbe il sogno per il Milano Baseball?
«Sogno di poter decidere io come impiegare le mie energie e potermi dedicare soprattutto allo sviluppo della parte tecnica della società. Mi piacerebbe avere idee chiare, invece, sulla parte burocratica, su cosa mi aspetta riguardo alla gestione del centro. Noi siamo a disposizione, ci piacerebbe che le controparti facessero altrettanto. L’obiettivo a lungo termine, ovviamente, è quello di essere indipendenti a livello finanziario».


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