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27. 09. 2021 06:42

Podio Abbiati-Andreatta: «Ma come faremmo senza beach volley?»

Un podio italiano che è l’ennesimo traguardo per la coppia Abbiati-Andreatta, maestri al Quanta Club di via Assietta: «Siamo in attesa che il Covid ci permetta di ricominciare»

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Il sogno olimpico, un Magic moment e il Quanta Club sullo sfondo. Dici Tiziano Andreatta e Andrea Abbiati: subito ti viene in mente il beach volley di alto livello.

Podio Abbiati-Andreatta: «Ma come faremmo senza beach volley?»

Loro che, tesserati per la società di via Assietta, hanno appena concluso al terzo posto il campionato italiano (battuti in semifinale da quei mostri sacri di questo sport che sono Lupo e Nicolai) vincendo però la tappa del tour mondiale a Lubiana: «Ma il covid, al momento, ci costringe a stare fermi perché non sono stati organizzati tornei – ammette Andrea Abbiati, il milanese della coppia –: siamo in attesa anche noi, non vediamo l’ora di cominciare».

«Un sogno». La medaglia di bronzo nel campionato italiano, riavvolgiamo il nastro: «È da un po’ che cercavamo di salire su quel podio, era un risultato che ci mancava – l’ammissione di Tiziano Andreatta –: è stato un peccato perdere la semifinale, ma siamo contenti di questo risultato». Lubiana, un successo ed un’emozione unica: «Siamo partiti senza grosse aspettative – prosegue Abbiati: il risultato conseguito è il frutto del lavoro di tutto lo staff. Perché è vero che sulla sabbia ci andiamo noi, ma dietro c’è un lavoro di team. Abbiamo vinto anche perché lo spirito era un po’ più leggero: siamo riusciti ad ottenere un risultato che è il coronamento di un sogno».

Milanesi de factoQuesta la parte agonistica. Ma Abbiati e Andreatta sono anche maestri di corsi di beach volley al Quanta Club: «Il posto è fantastico, se solo pensi che sei a Milano e giochi a beach volley – prosegue Abbiati – e poi di fianco c’è il verde, non è una cosa da poco. Per non parlare del servizio della sabbia riscaldata e i nuovi campi che verranno inaugurati tra poco: insomma, c’è da divertirsi». Poi c’è lei, l’Olimpiade. Che si chiamerà ancora Tokyo 2020, sebbene si dovrebbe disputare l’estate prossima: «È il sogno più grande, speriamo che si disputino», si augura Andreatta. Al quale fa eco il compagno di team: «Speriamo in primis di qualificarci, visto che la pandemia ha interrotto anche quel percorso. Ad oggi, però, non sappiamo quando giocheremo e dove».

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