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01. 12. 2022 08:34

Nuovo San Siro: il dibattito, poi la scelta. Ma è giusto abbattere il Meazza?

Al via la prossima settimana la fase più calda per il futuro dello stadio: Milan e Inter vorrebbero avere il nuovo impianto sportivo pronto per il 2027

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Dovrebbe iniziare il 28 settembre il dibattito pubblico riguardante il futuro di San Siro. Una delibera arrivata mercoledì scorso da parte della Giunta ha dato il definitivo via libera dopo quello arrivato precedentemente dalla Commissione nazionale. Il coordinatore Andrea Pillon presiederà nelle prossime settimane una decina di incontri a cui parteciperanno anche i cittadini e che servirà per avere un quadro più ampio possibile della situazione, anche in relazione ai reali costi del nuovo stadio e a quelli per un’eventuale ristrutturazione, ipotesi per cui Milan e Inter non hanno però mai aperto a un possibile finanziamento da privati.

San Siro, tra pochi giorni via al dibattito pubblico

L’obiettivo è quello di arrivare ad avere la relazione di Pillon, che non avrà parere vincolante, entro la fine di novembre. Se la scelta del Comune sarà quella di andare avanti, i club hanno annunciato l’intenzione di partire con il progetto esecutivo e quindi con la posa della prima pietra a inizio 2024, per riuscire a concludere i lavori dello stadio da 60mila posti entro luglio 2027 (in modo da poterne disporre per il campionato successivo) e quelli dell’intero distretto entro il 2030. Il costo dell’operazione complessiva è stato stimato in 1,2 miliardi di euro.

La storia in Scala: cronistoria del nuovo San Siro

Dal progetto del Portello all’idea dello stadio congiunto, che oggi si trova a dover superare lo scoglio del dibattito pubblico. Il futuro di San Siro, non solo dello stadio ma anche del distretto, sembra finalmente arrivato a un punto cruciale

2015
Il Milan decide di presentare un progetto per un nuovo stadio in zona Portello, senza l’Inter. Vince l’assegnazione da parte di Fondazione Fiera, ma dopo aver valutato i costi di bonifica fa dietrofront. I nerazzurri, che nel frattempo avevano valutato la possibilità di rimanere al Meazza ristrutturandolo per conto proprio, fanno a loro volta un passo indietro.

9 novembre 2018
Inter e Milan firmano un protocollo d’intesa per costruire assieme uno stadio congiunto. La prima intenzione è quella di valutare tutte le ipotesi in campo, quindi anche una ristrutturazione di San Siro, ma le attività di analisi si concludono con la decisione di edificare un impianto completamente nuovo demolendo lo stadio Meazza, ritenuto non idoneo.

10 luglio 2019
Le società lanciano i rendering dei due progetti finalisti, la “Cattedrale” di Populous e “Gli Anelli di Milano” di Manica-Sportium. A ottobre gli studi presentano alla città i dettagli dei rispettivi lavori, che prevedono una rivisitazione dell’intero distretto e l’abbattimento del Meazza, in attesa del pronunciamento del Comune di Milano riguardo all’interesse pubblico dell’opera.

nuovo san siro

5 novembre 2021
Dopo un lunga tiramolla tra le società e il Comune di Milano, la giunta delibera la dichiarazione di interesse pubblico ma pone come paletti l’adeguamento dell’indice di edificabilità territoriale entro i massimi previsti dal Pgt, la rifunzionalizzazione dell’attuale San Siro e l’incremento del verde. Il 21 dicembre la “Cattedrale” di Populous vince la gara.

Febbraio 2022
Arrivati in prossimità dei mille giorni dal primo annuncio del nuovo stadio, il Ceo interista Alessandro Antonello annuncia che da parte dei club non c’è più l’esclusiva su San Siro rilanciando l’ipotesi di un trasferimento del progetto a Sesto San Giovanni. A fine maggio Gerry Cardinale, futuro proprietario del Milan, visita le due aree di San Siro e Sesto.

Settembre 2022
Arriva l’ok di Palazzo Marino alla relazione tecnica di Inter e Milan con il nuovo e definitivo progetto da presentare al dibattito pubblico, ma all’interno del documento è prevista non più la rifunzionalizzazione del Meazza, bensì il suo abbattimento per poter sfruttare gli spazi ridotti dall’accordo sulle volumetrie richiesto dal Comune stesso.

San Siro e i grandi stadi, i precedenti: scelte differenti tra Liga e Premier

Nel dibattito su San Siro i sostenitori di ambo le fazioni, quella della ristrutturazione e quella della costruzione ex novo, hanno citato una serie di casi provenienti dalle leghe estere. Il Real Madrid, ad esempio, ha deciso di ristrutturare lo storico Santiago Bernabeu. Un’operazione a causa della quale le merengues sono rimaste per 560 giorni lontano dall’impianto di casa. In tutto i costi sono schizzati fino a 800 milioni di euro.

Stessa scelta per il Camp Nou: 900 milioni di euro la spesa prevista riammodernare lo stadio. Per contro, sempre in Spagna l’Atletico Madrid è passato dal vecchio Vicente Calderon al nuovo Wanda Metropolitano, così come in Inghilterra è stata molto più gettonata la scelta di costruire stadi da zero. Giusto vent’anni fa è stato completamente demolito Wembley, sostituito cinque anni dopo con la versione attuale dello stadio in cui la nazionale italiana ha conquistato gli Europei di calcio nel 2021.

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