olimpia milano
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Un finale devastante, per proporzioni e perché nessuno se lo sarebbe aspettato: la sconfitta in gara 3 con Sassari ha chiuso la stagione dell’Olimpia Milano con l’unico successo in Supercoppa italiana (lo scorso settembre) e una serie di fallimenti. In Coppa Italia, Eurolega – dove per la verità essere arrivati a una partita dalla possibile qualificazione ai playoff salva parzialmente la stagione – e il crollo (3-0) nella semifinale contro Sassari.

Una splendida Dinamo, verissimo, ma è indiscutibile come il roster allestito la scorsa estate da Proli e Pianigiani fosse ben al di sopra di quello dell’istrionico Pozzecco, giunto al 22° risultato positivo consecutivo da quando siede sulla panchina sarda.

«Il coach è sotto contratto, andrà avanti anche la prossima stagione. Abbiamo parlato con la proprietà, è confermatissimo. La società sta portando quelle due o tre correzioni, che avevamo dichiarato per il roster dell’anno prossimo», ha spiegato Livio Proli al termine della debacle di gara 3 al PalaSerradimigni.

Sarà, invece, lui stesso a lasciare il ruolo da presidente, come si paventava da tempo: «Chi esce sono io, per me è finito un ciclo, nello sport è così. Migliorerà il presidente, sarà un uomo di sport che si dedicherà tutti i giorni alla squadra. Pianigiani e i ragazzi avranno un valore aggiunto importante».

Finisce così un ciclo che dura da 11 anni, che ha portato in bacheca 8 titoli di cui 3 scudetti. Pochi, forse, se pensiamo ai meri successi, ma ciò che lascia la presidenza Proli è anche altro: un club rimodellato nell’aspetto aziendale e finanziario, con sponsor solidi che danno garanzia per presente e futuro, oltre ad un ottimo piano sullo sviluppo del movimento giovanile e della comunicazione, dove l’Olimpia è apripista in Italia sotto diversi aspetti.

Al netto di critiche e processi, la società meneghina è già al lavoro per tornare a lottare in Italia ed Europa la prossima stagione, con l’obiettivo di conquistare tutti i trofei possibili. Il roster terrà la base attuale, ma ci saranno alcune partenze importanti, come quella quasi certa di Della Valle, che non ha avuto modo di dimostrare il suo valore e, restando la medesima guida tecnica, preferirà andare a giocare. Discorso diverso per capitan Cinciarini, molto vicino al rinnovo.


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