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05. 12. 2021 16:15

Riqualificazione del Palazzo del Ghiaccio Agorà: il progetto del Milano Bears va avanti

Nonostante difficoltà economiche e strutturali, la società prosegue nel suo cammino verso Milano-Cortina 2026

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Il progetto di riqualificazione del Palazzo del Ghiaccio Agorà di via dei ciclamini, da parte dell’hockey Milano Bears, va avanti ed è stato presentato ufficialmente a Martina Riva, neo assessore allo sport del Comune di Milano. Ad annunciarlo la stessa società meneghina, che per l’occasione ha invitato l’assessore alla sfida che sabato sera ha visto il Milano Bears battere 5-2 l’Old Boys Milano nel primo derby stagionale del campionato di Division I della IHL.

Nuovo Palazzo del ghiaccio Agorà, il progetto va avanti 

Il neo assessore allo sport Martina Riva ha avuto il privilegio di poter visitare il museo, giocare a “colpisci il bersaglio” ma soprattutto di intrattenersi a lungo con la dirigenza Bears (foto Semino). Nell’occasione, come annunciato dalla società, «… le è stato presentato informalmente il progetto di sviluppo sportivo dei Bears e quello dello Stadio. Adesso si attende incontro formale per valutare strategie comuni per contribuire ai progetti. Il cammino verso il futuro continua a passo spedito come promesso a inizio stagione». 

L’appoggio dell’assessore al progetto

L’assessore allo sport Martina Riva, su Instagram, ha espresso tutta la sua soddisfazione per l’incontro avuto con la dirigenza dei Bears: «Ho speso il mio primo sabato sera da assessore all’Agorà – si legge – l’impegno e la passione della dirigenza delle squadre, degli allenatori, dei giocatori e dei tifosi mi ha travolto. La sofferenza nel vedere ancora il palazzetto con la capienza al 60% è però altissima». Dopo aver definito ‘sacrosante’ le decisioni prese («In un palazzetto – specialmente in curva – risulta più difficile il controllo del rispetto delle regole») l’assessore ha però tenuto a sottolineare: «Il problema è che meno tifo significa meno indotto e, per molte realtà, una quasi impossibilità di portare avanti le proprie attività. Lo sport è presidio educativo e culturale: non penalizziamolo per la possibilità che una situazione di (sano) tifo degeneri. Non penalizziamo chi, tutti i giorni, porta indirettamente avanti un’opera di sensibilizzazione su green pass e mascherina – senza i quali non è possibile la ripartenza – anche tra chi è più difficile da convincere». 

 

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