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18. 05. 2021 22:40

Una petizione per intitolare un tratto del circuito di Monza all’indimenticato pilota: «Alboreto is… mitico»

A vent'anni dalla scomparsa del pilota milanese, parte una petizione per l'intitolazione di un passaggio del tracciato di Monza. Il cugino Massimo: «Grande, come uomo e pilota». E nel weekend riparte la F1

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In una classifica delle più riuscite espressioni cinematografiche legate ai motori, la celebre «Alboreto is nothing» di Guido Nicheli in Vacanze di Natale è di diritto ai primi posti. «Ancora oggi è una battuta che mi fanno sempre», dice con orgoglio Massimo Alboreto, cugino di Michele, l’ultimo pilota italiano (milanese di nascita) a vincere un Gran Premio con la Ferrari, chiamata nel weekend in Bahrain al primo appuntamento del Mondiale.

Dalla sua scomparsa, il 25 aprile 2001 alla 12 Ore di Sebring, sono passati vent’anni ed è nel suo ricordo che proprio Massimo ha lanciato su Change.org una petizione online per intitolare un passaggio della pista di Monza.

Come sta andando?
«Discretamente bene, ma non come vorrei. A fronte di diecimila visualizzazioni siamo attorno alle 500 firme, eppure non chiediamo nulla e non c’è alcun obbligo per nessuno. Già in passato alcuni appassionati avevano tentato la stessa cosa, per il ventennale della scomparsa spero si muova qualcosa».

Perché bisognerebbe intitolare parte dell’Autodromo ad Alboreto?
«Io sono legato a lui da valori affettivi che vanno oltre lo sport, però chiunque ricorda Michele come una persona dai grandi valori. Come pilota, tra gli italiani è secondo solo ad Ascari per successi sulla Ferrari, ha vinto due gare con una Tyrrell da ultima fila e non ha conquistato il campionato del mondo per i motivi che tutti sappiamo. Nel 1985 era nettamente avanti a tutti, ma con il cambio delle turbine Enzo Ferrari scelse un fornitore diverso dagli altri e da agosto in poi non finì più una gara. Fu proprio Ferrari a dire: “A quel ragazzo devo un Mondiale”».

Quali risposte ha trovato nelle istituzioni?
«Ho già parlato con Aci Milano, che ha dedicato una sala della sede a Michele. Mi è stata data massima disponibilità, ma il circuito non è di loro proprietà e prima di arrivare ai vertici di chi dirige l’Autodromo vorrei avere in mano un peso specifico maggiore. Intanto a giugno c’è il Milano-Monza Motor Show e ad agosto il Minardi-day. Due eventi in cui spero di poter dare un po’ di visibilità».

Quale parte del tracciato le piacerebbe che portasse il nome Alboreto?
«Ad esempio ci sono due curve di Lesmo, se una delle due venisse dedicata a Michele credo non ci sarebbe nulla di male. Oppure alla fine del rettilineo».

A Rozzano è stata eretta una statua.
«Nel decennale della scomparsa, insieme a una mostra. Michele aveva fatto tanta beneficenza, soprattutto a Rozzano, che non è proprio il quartiere della moda. I ragazzi avevano pochi spazi, lui ha contribuito a crearli».

Cosa significa Alboreto per gli appassionati?
«Se c’è una cosa di cui andare orgogliosi è l’affetto che sento ancora a distanza di anni, soprattutto tra chi è già sulla quarantina. Appena dico che mi chiamo Alboreto e sono il “cugino di” scatta una festa».

 

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