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16. 01. 2021 05:57

Powervolley Milano, Stephen Maar presenta la sfida con Vero Volley: «Un derby tra amici»

A tu per tu con Stephen Maar alla vigilia del match fra Powervolley e Vero Volley, stasera all’Allianz Cloud: «Sapete perché giochiamo sempre con il sorriso?»

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È l’attuale trascinatore dell’Allianz Powervolley Milano, Stephen Maar. Uno che mette anima, grinta e passione. E che non vede l’ora di tirare lo scherzetto alla Vero Volley Monza, nel derby che andrà in scena questa sera (alle 18.00) all’Allianz Cloud.

Maar, lei è stato MVP dell’ultima gara contro Latina, è l’uomo del momento.

«Sono molto contento, soprattutto di come ha risposto la squadra. Venivamo da due ko contro Piacenza e Perugia ed eravamo senza Patry. Di fronte avevamo Latina, che tanto bene aveva fatto con Modena».

Cosa le è piaciuto di più sul campo?

«Abbiamo dimostrato carattere. E giocato bene, cosa non banale vista la lunga trasferta».

Merito di chi?

«Di tutti, anche di coach Piazza. In attacco abbiamo provato diverse soluzioni, è stato anche molto divertente. Ecco, se riguardate le immagini del match, avevamo sempre il sorriso. E questo è l’approccio giusto».

Sta crescendo anche lei, Maar, dopo un inizio non spumeggiante.

«È vero, mi sento decisamente più coinvolto nel gioco e sto davvero bene con il gruppo. Anche nelle sessioni di allenamento che facciamo coach Piazza cerca di mantenere sempre il livello molto alto. Questo ti permette di crescere nei tuoi punti deboli».

Via Nimir, Patry ko: sente la responsabilità del momento?

«Se hai un grande giocatore che va via, ma vuoi mantenere alto il livello, devi fare in modo che tutti gli altri diano quel qualcosa in più per colmare il gap».

Stasera match contro Monza: ricorda i derby degli anni scorsi?

«Certamente. E mi piace ricordare soprattutto quello che accadeva dopo, visto che in Brianza giocano tanti amici con i quali, negli anni, ci si vedeva anche dopo la gara. Penso soprattutto a Beretta e Dzavoronok, ma non solo. E poi per noi è derby sia perché Milano e Monza sono vicine, sia perché si affrontano degli amici e due squadre di livello molto alto. L’abbiamo dimostrato sul campo noi così come Monza, basta vedere le gare contro Modena e Trento».

Ma cosa manca a Milano per essere una squadra di vertice?

«Dobbiamo continuare a crescere, come dimostrato anche contro Perugia. Ma dobbiamo anche imparare a sfruttare le opportunità che ci arrivano, solo così potremo diventare ancora più forti. Contro gli umbri, ad esempio, è mancata la giusta aggressività nei momenti topici del match. Rimane sempre il rammarico di dire: “Forse potevamo fare qualcosa in più”. Ecco, questo non deve più accadere. Dobbiamo ricordarci cos’è capitato e fare tesoro degli errori».

Maar, perché è tornato a Milano?

«Perché nella mia lunga carriera l’annata che mi era rimasta impressa nel cuore era quella che avevo trascorso qui. Perché avevo tenuto dei rapporti ben saldi con moltissimi compagni, con i quali mi sono continuamente sentito anche a distanza».

E quest’anno, con lei, c’è anche la famiglia…

«Esatto. Due anni fa mia moglie stava ancora terminando il suo percorso di studi, oggi invece lavora a Milano. Quindi possiamo vivere assieme e goderci la città in ogni momento, in tutte le sue bellezze».

In breve

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