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25. 06. 2022 16:21

In Supercoppa va in scena il derby d’Italia: è tempo di Inter-Juventus

Stasera va in scena la Supercoppa: dopo 11 anni per i nerazzurri la chance di decretare un definitivo passaggio di consegne con i bianconeri

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Supercoppa, undici anni dopo. Allora era un derby di Milano, perso nel 2011 contro il Milan in una delle poche partite della gestione Gasperini all’Inter. Stavolta è il derby d’Italia, il confronto storico con la Juventus. L’opportunità, in caso di successo, di firmare il definitivo passaggio di consegne tra il ciclo bianconero e quello interista, iniziato con lo scudetto di Conte e che nella Milano nerazzurra sperano di prolungare per gli anni a venire.

Supercoppa Italiana, nerazzurri favoriti

Favoriti. Dopo tanti anni, l’Inter sa di partire come favorita nel confronto diretto. La Signora ha delle oggettive difficoltà di formazione, non potendo contare sugli squalificati Cuadrado e De Ligt, sull’infortunato Chiesa ed essendo in ricostruzione dopo le ultime stagioni di gloria. Eppure lo scorso anno, palesate le prime mancanze, ha lo stesso portato a casa Supercoppa Italiana e Coppa Italia, segno che lo spirito vincente è rimasto grazie alla presenza dei grandi vecchi, Bonucci (in dubbio) e Chiellini su tutti.

È sempre Inter-Juventus, in fondo, e l’ultimo 3-4 con cui la squadra di Allegri si è rocambolescamente sbarazzata della Roma (avanti 3-1) è benzina per le volontà di successo dei bianconeri. In più, nonostante lacune già presenti, nell’incrocio di campionato dello scorso autunno la Juventus strappò un pareggio nel finale grazie a un calcio di rigore per fallo di Dumfries su Alex Sandro, dopo l’iniziale vantaggio di Dzeko.

Inter-Juventus

Inzaghi, la cui squadra ha vinto contro la Lazio in maniera meno brillante del solito, sebbene con merito, recupera un elemento fondamentale come Calhanoglu. Non è un caso che la prestazione più di grinta e organizzazione che di godibile spettacolo sia arrivata domenica scorsa proprio in assenza del turco. Fuori lui e dentro Gagliardini, l’Inter ha guadagnato centimetri per contrastare Milinkovic-Savic e ha perso qualità.

Con la Supercoppa tornerà uno dei cardini della stagione nerazzurra, strappato a parametro zero al Milan e diventato un pilastro tra i titolari. Non solo: già in campo nel finale della sfida alla Lazio, dal 1′ dovrebbe esserci spazio anche per Dzeko al posto di Sanchez. Il calendario della capolista tra gennaio e febbraio è tremendo, un alternarsi di scontri diretti contro Atalanta (già domenica prossima), Milan, Napoli, fino all’andata degli ottavi di finale di Champions League contro il Liverpool tra poco più di un mese.

La Supercoppa è una tappa in più, altrettanto difficile e affascinante, un trofeo che Mourinho chiamava “piccolino” quando guidava l’Inter del Triplete e che in realtà può essere un passaggio fondamentale della stagione, oltre che un alloro in più da mostrare in bacheca.

Supercoppa, il nodo della capienza

Ancora per una partita, San Siro ospiterà un pubblico con capienza al 50%, prima delle due giornate con il tetto a 5.000 spettatori deciso dalla Lega Serie A dopo il dilagare della pandemia. Sarà un teatro diviso a metà, trattandosi di una finale in quello che dovrebbe essere un campo neutro. Non sarà il primo incrocio nella competizione tra Juventus e Inter: nel 2005 le due storiche rivali si incontrarono a Torino, un anno prima dello scoppio di Calciopoli. Dopo una strenua resistenza nei 90′ i nerazzurri, da poco vittoriosi in Coppa Italia e lanciati verso un quinquennio abbondante di grandi soddisfazioni, vinsero con un gol di Veron segnato nei supplementari.

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