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Da Milano a Boca Raton, in Florida, a studiare business alla Lynn University con una borsa di studio guadagnata coi risultati sul campo da tennis: lei è la 19enne Giorgia Pigato, che ha trovato nella Milano Tennis Academy un appoggio unico. Perché la MTA sta avviando collaborazioni con agenzie e professionisti che si occupano di agevolare l’approdo degli sportivi italiani negli Stati Uniti, come racconta il presidente MTA, Piercarlo Guglielmi.

Guglielmi, come nasce il progetto?
«L’idea è che grazie al tennis gli atleti possano pagarsi gli studi in un college americano; di fatto un prolungamento, meraviglioso, del percorso che i ragazzi fanno nella nostra accademia».

Perché sostenere questo percorso?
«Ci sono ragazzi che trascorrono da noi otto ore al giorno, non possiamo permetterci di trascurare certi aspetti. E il binomio tennis-studi è fra i punti cardine della ‘mission’ della nostra accademia, che ricordo è nata solo la scorsa estate sui campi dello Sporting Milano 2 di Segrate».

Qual è il modello valoriale della Milano Tennis Academy?
«Per noi prima viene il ragazzo, poi l’atleta, con una serie di principi, regole e valori che tutti devono condividere, e con un occhio fisso agli aspetti educativi. E istruzione in pole position».

Quindi lo studio prima dello sport?
«Crediamo che la promozione di valori come rispetto, sacrificio, sportività, onestà e correttezza possa offrire una sponda educativa che in una vera accademia non può mancare. Idem la scuola: non vogliamo che i ragazzi interrompano gli studi per giocare a tennis, e anzi, siamo i primi ad aiutarli nel percorso scolastico».

Come?
«Dedicando in accademia dei locali ad hoc per lo studio, affiancando loro dei tutor ove necessario e sviluppando delle convenzioni con istituti online».

È il caso di Giorgia Pigato…
«L’obiettivo è far sì che il tennis possa diventare una risorsa per le loro vite. Sia che questo diventi uno step verso la prosecuzione della carriera tennistica, sia che si trasformi in un modo per provare altri percorsi professionali. Noi vogliamo seguire e aiutare i giovani a prescindere da un futuro ingresso nel mondo dei professionisti».

A chi si rivolge la Milano Tennis Academy?
«Vogliamo che sia per tutti, dal mini tennis ai professionisti puntando sulla qualità, intesa su quello che noi offriamo dal punto di vista tecnico e quello che cerchiamo dagli atleti».

Questo percorso di Giorgia Pigato può fare da apripista verso gli Stati Uniti?
«Mi piace immaginare che sia il proseguimento di quello che già diamo. Offriamo sette campi, di cui quattro rifatti a giugno, e un team ampio, trasversale, professionale, con 14 persone tra i quali nove maestri e due preparatori atletici».

Qualche nome?
«Mi piace ricordare Giacomo Oradini, ex coach di Francesca Schiavone, ma anche Luca Maltoni, responsabile della preparazione atletica, che per noi è fondamentale».

Molti anche gli atleti in scuderia.
«Abbiamo Lisa Pigato, figlia di Ugo, già a ridosso dei primi 100 al mondo e recentemente impegnata agli US Open. C’è Matteo Arnaldi, anche lui un 2001 già tra i top Under 18. Un team, insomma, che si allena insieme e cerca di crescere. Ma oltre a questo offriamo anche servizi a supporto dell’attività. Partiamo dalla parte sportiva, con un supporto agonistico, fisico e medicale. Poi subentrano anche quelli professionali, come le esigenze di comunicazione, i social, i siti, ma anche supporto legale e fiscale».


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