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23. 06. 2021 03:38

A tu per tu con il milanese Tommaso Augello: «Dal Cimiano alla Samp, adesso non mi fermo più»

Oggi vi raccontiamo la vera favola del baby che diventa grande

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Classe 1994, milanese, terzino sinistro cresciuto al Cimiano Calcio dai 6 ai 16 anni. È arrivato in Serie A solo l’anno scorso, a 25 anni appena compiuti, dopo aver fatto la gavetta calcistica e attraversato in buon ordine Serie D, Serie C e Serie B. Due sabati fa con la maglia della Sampdoria ha segnato il suo primo gol nella massima serie e contribuito ad una storica vittoria per 3-0 sulla Lazio: prima pennellando l’assist arrivato sulla testa di Quagliarella che ha insaccato l’1-0, poi segnando lui stesso il 2-0 a 4’ dal termine del primo tempo.

A tu per tu con il milanese Tommaso Augello

La storia di Tommaso Augello parte da lontano. Ed è quella di uno dei pochissimi che ce l’ha fatta, dai vivai alla Serie A. Quella Serie A che, proprio domenica, ritrova uno dei suoi derby più amati all’ombra della Lanterna.

Augello - Credit foto Cimiano: Cimiano Calcio
Augello – Credit foto Cimiano: Cimiano Calcio

Augello, che ricorda porta con se del Cimiano?
«Ho iniziato il mio percorso alla scuola calcio appena compiuti i 6 anni e ci sono rimasto fino ai 16. Poi, un mese prima di compiere i 17, ho firmato con il Pontisola (Serie D di Ponte San Pietro, nella Bergamasca, ndr)».

A 20 anni arriva la prima chiamata nei professionisti: è Serie C.
«Dopo tre anni in Prima Squadra mi ha chiamato la Giana Erminio, squadra neopromossa in Serie C, ma non avevo avuto nessun’altra richiesta da club professionistici».

Eppure, tre anni dopo, è già Serie B con lo Spezia. Qualcosa di buono dovrà averlo pur fatto.
«Diciamo che ci sono giocatori più appariscenti di me, un po’ più spavaldi, più social, quindi un ragazzo decisamente riservato come me rischia di non emergere. Non credo di essere un presuntuoso e, prima di riuscire ad esprimermi al meglio, devo integrarmi e conoscere bene il gruppo. Ma, alla lunga, do affidabilità».

I momenti più difficili?
«Un paio: il primo anno alla Giana, all’inizio del campionato avevo fatto un po’ di panchina ed è stato difficile da accettare. Poi allo Spezia, dopo aver giocato poco il primo anno, pensavo di poter trovare spazio nel campionato successivo. Ma nel calciomercato estivo acquistarono Crivello, un terzino importante. Lì mi sono demoralizzato».

E poi cos’è successo?
«Dopo qualche partita in panchina, ho iniziato a ritagliarmi più spazio: questo mi ha dato forza e determinazione. Poi ho rinnovato il contratto e sono rimasto il titolare».

Augello - Credit foto Sampdoria: UcSampdoria/Pegaso
Augello – Credit foto Sampdoria: UcSampdoria/Pegaso

Si aspettava il passaggio alla Sampdoria?
«Speravo di avere un’occasione in Serie A perché avevo fatto bene allo Spezia, ma quando il mio procuratore mi ha parlato della Sampdoria mi sono illuminato. È stato davvero “tanta roba”, lo ammetto».

Com’è andata quest’estate sportiva inedita per via del Covid?
«Alla fine per noi è andata bene. Certo, abbiamo dovuto giocare ogni tre giorni. Ma è così che capisci che il fisico, se lo alleni, può fare di più. Durante il lockdown la società ci è sempre stata vicina e mister Ranieri, che è una bravissima persona, ha mandato un uovo di pasqua a casa di ciascuno di noi».

Due settimane fa con la Lazio gol e assist: la giornata perfetta.
«Per me fare assist è importantissimo, farlo a Quagliarella nella sua 200ª presenza con la Sampdoria è stato fantastico. E poi ho fatto gol anch’io, dedicandolo a mio padre, scomparso due anni fa. Un giorno da incorniciare».

Calcio e università: è sostenibile?
«Direi di sì, anche se il tempo è sempre tirato. Sono iscritto a Scienze Sociali per la Globalizzazione e ora sto preparando l’esame di Geopolitica. Me ne mancano sei, ma certamente non mollo».

Augello - Credit foto Sampdoria: UcSampdoria/Pegaso
Augello – Credit foto Sampdoria: UcSampdoria/Pegaso

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