urania milano
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Finita in trionfo, ma quanta fatica per raggiungere l’obiettivo: è la storia della stagione dell’Urania Milano, che da favorita ha passato una prima metà di stagione complessa, con staff e giocatori a rischio taglio, per poi ricompattarsi raggiungendo lo storico traguardo della promozione in A2.

Dalla prossima stagione la Super Flavor avrà l’onore e l’onere di calcare il nuovo PalaLido, consolidando il ruolo di seconda squadra cittadina. A tracciare il bilancio della stagione ci ha aiutato Davide Villa, coach e condottiero dei Wildcats.

Coach, è stata una cavalcata magica.
«Una stagione che si delinea in tre highlights: un girone d’andata con molti alti e bassi che ci hanno portato a tratti bellissimo gioco alternati a momenti di calo, con sconfitte scomode contro squadre di bassa classifica; poi le due partite a cavallo tra andata e ritorno ci hanno messo di fronte a un bivio e, grazie alla società che ci ha fatto continuare a lavorare, ci siamo ripresi. Qui sono stati bravissimi i giocatori a non mollare, a seguirci. Da lì una lenta risalita, culminata col punto più alto: l’ultima fase, dove i giocatori hanno innalzato il rendimento arrivando al prestigioso risultato».

Squadra creata per vincere, ora cosa prevede il futuro?
«La squadra era costruita per fare il salto e avevo la convinzione che sarebbero venute fuori le qualità, anche quando eravamo sesti in classifica. Nessuno di noi, giocatori e staff, ha un contratto in essere, aspettiamo di capire cosa vorrà fare la società».

Sarete di casa all’Allianz Cloud: più emozione o responsabilità?
«È una struttura meravigliosa che richiama in tutti noi quello che è un simbolo del basket milanese. Poter giocare lì, portando l’A2, riempie di responsabilità e gioia tutti noi. La società vuole cogliere l’occasione per ampliare il bacino sfruttando la centralità dell’impianto».

Come si struttura il lavoro alle spalle della prima squadra come si struttura?
«La società ha investito molto sul settore giovanile, partendo da un responsabile tra i migliori in circolazione, Andrea Schiavi. È difficile fare attività giovanile a Milano per via della concorrenza, con Olimpia ma non solo. E per una situazione palestre complessa. Si spera che il passaggio di sede possa aiutare a creare lo spirito d’appartenenza, agevolando gli spostamenti di giocatori, famiglie e staff tecnico».

Avete già idee a riguardo?
«Le giovanili si alleneranno nella palestra secondaria mentre la prima squadra sul centrale, cercando così di avvicinare tempi e spazi e creando continuità nel lavoro. L’Urania è una società fatta di passione, famiglie, persone che danno il cuore anche solo per rendersi utili. Lo si percepisce nei giorni delle partite, con supporter che vengono per fare di tutto, dalla biglietteria agli striscioni. È ciò che permette di diventare sempre più grandi».

Crede che il problema strutture in città permanga anche dopo la riapertura del Palalido?
«Sì, ma è difficile esaudire le esigenze di tutti. Gli impianti sono pochi e non si può pensare di dare tutto a una squadra penalizzandone un’altra. Un cambiamento come il nostro porta cose positive, chiaramente. Avere un posto fisso dove allenarsi e giocare tutti è un modo per creare spirito di appartenenza, anche tra giovanissimi e prima squadra».


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