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04. 12. 2020 21:06

Gordini racconta CrowdWine: «La prima piattaforma no-profit per sostenere il vino italiano»

Comprare e finanziare: il presidente di Milano Wine Week racconta il crowdfunding del vino

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Un connubio tra uno dei prodotti più antichi del mondo e la tecnologia più avanzata. In sintesi, si può spiegare così CrowdWine, la prima piattaforma di crowdfunding dedicata al vino italiano. Federico Gordini presidente di Milano Wine Week, spiega a Mi-Tomorrow i contenuti e gli obiettivi del progetto.

 

Federico Gordini racconta CrowdWine

Com’è cambiata la realtà vinicola dopo tre mesi di lockdown?
«E’ cambiata in pochissimo tempo, si è formata una mentalità nuova che, per necessità, si è avvicinata alla digitalizzazione. Ci si è accorti che il mondo è cambiato, che si deve comunicare in modo diverso: il ricorso massiccio all’e-commerce ne è una dimostrazione».

Federico Gordini - foto di Luca Binetti
Federico Gordini – foto di Luca Binetti

E’ un realtà che ha sofferto molto.
«La ragione principale è perché sono venuti meno i canali di vendita, si è fermata la ristorazione, per alcune aziende si è trattato di perdere anche il 95 per cento del proprio valore. Si è fatto ricorso all’on line ma non è stato certo sufficiente in una situazione così difficile, per molti è stata una tragedia».

Chi è riuscito a resistere?
«Le aziende che lavorano con la grande distribuzione».

Come si può ripartire?
«Servono provvedimenti importanti, consapevoli del fatto che l’Italia è uno dei principali produttori al mondo».

Un progetto in questa direzione è partito da voi: come è stato concepito?
«E’ figlio del Covid-19, in questo periodo con il mio gruppo abbiamo guardato al cambiamento, è emersa una situazione nuova che ci ha portato a studiare vari progetti rivolti in modo particolare alle piccole e medie aziende: ci tengo a precisare che CrowdWine è un progetto no profit, per noi non ci saranno profitti».

Il crowdfunding può apparire come uno strumento molto tecnico.
«Per noi è invece il modo per ridurre le distanze commerciali e per favorire la partecipazione, diciamo che è un modo per abbattere le barriere. Abbiano elaborato una progettualità che si prefigge due risultati diversi».

Quali?
«Il primo è vendere la bottiglia in modo classico, con la possibilità di una vendita en primeur, come avviene in Francia, che consente di acquistare un vino in anticipo sulla sua uscita nel mercato. Il secondo è offrire un vantaggio al produttore che può incassare subito l’introito della vendita».

In quale altro modo volete avvicinare il cliente al mondo del vino?
«Faremo un racconto delle forme di lavorazione, ci saranno le degustazioni».

Versando un contributo al fondo si diventa quasi soci dell’azienda?
«No, il concetto è diverso: se uno crede nell’azienda la può finanziare, ottenendo in cambio una serie di vantaggi».

Quante aziende hanno aderito?
«Venti, una per regione».

Che tipo di vini si potranno acquistare?
«Prodotti di blasone, si va dal celebre Brunello di Montalcino a delle vere e proprie chicche come i vini vulcanici di Zambon del Veneto».

Ci sono anche vini più abbordabili?
«Il vino da pasto non esiste più, è superato. Noi lavoriamo ad una produzione che abbia un forte impatto qualitativo».

Quali risposte vi aspettate?
«Dico la verità, intanto è importante fare portare a casa qualche migliaio di euro alle aziende. Molto importane è fare comprendere la formula, ho già avuto le prime reazioni e posso dire che sono interessanti».

Da lunedì si può aderire su internet

Lunedì 1 giugno nasce CrowdWine, la prima piattaforma di crowdfunding dedicata al mondo del vino italiano. Si tratta di un progetto di supporto alle piccole e medie cantine italiane nato da un’idea di Federico Gordini in partnership con Originalitalia ed Eppela.

Contributi. La piattaforma è raggiungibile all’indirizzo eppela.com/it/mentors/Crowdwine dove è possibile trovare tutte le informazioni. Si può aderire a CrowdWine in diversi modi. Con un contributo di 5 euro l’utente sostiene la crescita del progetto e diventa CrowdWiner a tutti gli effetti: riceve il badge virtuale da utilizzare sui social ed entra nell’iniziativa a tempo indeterminato. Un contributo di 25 euro permette, invece, di acquistare una degustazione in cantina per due persone da vivere non appena la situazione lo consentirà.

Soluzioni. Diverse soluzioni sono previste anche per le campagne di acquisto. Ciascuna dura 40 giorni e può essere finanziata scegliendo tra tre opzioni di acquisto: 6 bottiglie dell’annata in corso, 6 bottiglie del vino En Primeur, ovvero vini di medio o lungo affinamento in uscita nel 2021 o vini frutto della vendemmia 2020. C’è pure la possibilità di combinare le due tipologie di acquisto ricevendo al termine della campagna il vino dell’annata in corso e il vino En Primeur non appena sarà pronto per essere messo sul mercato.

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