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17. 05. 2021 06:34

Lavorare da casa a Milano: com’è cambiata la città con lo smart working

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Quando si pensa a Milano, le immagini più frequenti che attraversano la mente riguardano spesso e volentieri l’approccio della città con il mondo del lavoro: Milano è infatti spesso associata agli affari, al mondo del business, a un modo di vivere le attività professionali – qualunque esse siano – in modo dinamico, rapido, performativo. Il capoluogo lombardo è, di fatto, l’unica vera metropoli italiana: città multietnica, cosmopolita, in costante divenire e in continuo movimento.

La città dove il settore terziario avanzato la fa da padrone più che in qualunque altro posto d’Italia e, proprio per questo motivo, anche la città dove da più tempo e con un impatto maggiore si applica il lavoro agile. Stando a quanto riportato un paio di mesi fa dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel 2019 erano circa 570mila i lavoratori in telelavoro; un dato quadruplicato rispetto al 2013, che ne contava pressappoco 150mila.

Numeri confermati anche da una ricerca dell’ISTAT pubblicata qualche mese prima, secondo la quale il 90% delle grandi aziende italiane e il 73% delle medie imprese aveva introdotto lo smart working per una buona percentuale del proprio personale. Cifre destinate sempre più ad aumentare: la crescente digitalizzazione e l’evidente risparmio dei costi (per le aziende e le istituzioni) renderanno infatti il lavoro da remoto una prassi consolidata; si stima ormai che quasi un terzo dei dipendenti – tra privati e pubblica amministrazione – sarà destinato a lavorare da casa.

Uno scenario che modifica completamente anche il volto delle città, soprattutto quelle come Milano, con le metro affollate negli orari di punta e i professionisti in perenne corsa contro il tempo: oltre un milione di lombardi è infatti “sceso dal treno” per operare da remoto.

Lo smart working non produce però soltanto effetti positivi. Se non si stabiliscono regole e orari precisi, si rischia di incorrere in distrazioni frequenti, eccesso di sedentarietà e un’alienazione dalla realtà che si riflette non solo sulla sfera personale ma anche sulla produttività lavorativa. Per questo motivo è fondamentale seguire alcuni consigli utili per lavorare da casa, evitando l’ansia e lo stress che ne possono derivare.

Come lavorare in smart working senza rimetterci la salute

Trovare uno spazio. Uno degli aspetti più importanti da non sottovalutare quando si opera in smart working è quello della separazione tra lo spazio privato e l’ambiente lavorativo: trovare una stanza o un angolo della casa dedicato soltanto al lavoro è infatti una priorità che, alla lunga, si può rivelare estremamente utile. Creare nella propria mente un distacco – quando si è costretti a rimanere nella propria abitazione privata – è fondamentale per allontanare quella percezione di tutt’uno tra la sfera personale e quella professionale.

Stabilire un orario. Per lo stesso identico motivo, un altro aspetto importante è quello dell’orario: darsi un tempo definito – magari esattamente quello che si aveva in ufficio – è indispensabile per non rischiare di trascorrere l’intera giornata al computer, svolgendo compiti lavorativi.

Staccare la spina. Un ruolo centrale, in questo senso, lo svolgono anche le pause: cercare di staccarsi dal monitor almeno ogni due ore è ciò che il buon senso – e anche la legge – consiglia di fare. Evitare di pranzare alla scrivania è dunque altamente prioritario, così come alzarsi dalla sedia ogni tanto e fare un po’ di movimento e stretching per i muscoli e per la schiena; il telelavoro presenta infatti alcune insidie da cui è bene proteggersi: stare troppe ore nella stessa posizione e con gli occhi fissi sullo schermo non fa bene alla salute né, tanto meno, al lavoro in sé.

Muoversi. La mente ha infatti bisogno di essere stimolata, anche attraverso l’esercizio fisico; per questa ragione è assolutamente fondamentale dedicarsi del tempo per svolgere attività che mettano in movimento il corpo e portino ossigeno al cervello.

Questi sono solo alcuni dei consigli che è possibile mettere in pratica per cercare di rendere lo smart working davvero efficace dal punto di vista lavorativo e, innanzitutto, far sì che non diventi una trappola nella sfera personale. Cambiare completamente abitudini e stile di vita, soprattutto quando si vive in una città frenetica e dinamica come Milano, può infatti avere un impatto sconvolgente e particolarmente stressante, se non si presta attenzione a pochi, ma fondamentali, dettagli.

 

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