Montagna in Movimento, sei milioni di novità a tutta tecnologia

Montagna in Movimento
Montagna in Movimento

La Latteria Sociale Valtellina ha stanziato un investimento da sei milioni di euro per aiutare i propri soci per il progetto “Montagna in Movimento”. Parte di questi (2,2 milioni) verranno finanziati da Regione Lombardia. L’intera cifra invece servirà per la riqualificazione delle aziende agricole e il miglioramento delle strutture in quattro siti produttivi, con l’introduzione di robot di mungitura, sistemi meccanici per la gestione di mandrie, nuovi box per vitelli, ristrutturazione delle stalle e un’applicazione per gli allevatori sviluppata con l’Università degli Studi di Milano.

«Così favoriamo il ricambio generazionale»

Marco Deghi (Latteria Sociale): «Diamo una possibilità in più alle nostre aziende»

Marco Deghi è una delle persone che hanno voluto il progetto “Montagna in Movimento”, da presidente della Latteria Sociale Valtellina, ed è fermamente convinto dei benefici che potrà portare negli anni a venire.

Avete scelto di investire sul capitale umano?

«La prospettiva è quella di medio termine, sia perché attraverso questi strumenti abbiamo cercato di facilitare il lavoro dei soci della cooperativa agricola, sia per favorire un ricambio generazionale. Gli agricoltori notoriamente sono molto tenaci, ma gli anni passano per tutti. Di conseguenza ci sono delle aziende che spesso faticano a trovare chi possa continuare l’attività. Favorendo questi strumenti, la possibilità di accesso al credito, si pensa di poter dare una possibilità in più».

Quali vantaggi avranno i vostri soci dall’utilizzo dell’app sviluppata con l’Università Statale?

«I contenuti sono molto ampi. Quello che sta a cuore ai nostri soci è sapere se il latte che producono è buono, se ci sono problemi da risolvere, ma anche la fatturazione, i tempi di pagamento».

I soci avranno modo di confrontarsi?

«Certo, ci sarà la possibilità per scambiarsi informazioni. Se qualcuno deve vendere due manze, ad esempio, si può trovare più facilmente chi ne ha bisogno. In più possono sapere in qualsiasi momento quale sia la loro situazione rispetto agli altri. Il fatto di trovare in che posto sono su certi parametri rispetto al resto della cooperativa probabilmente dovrebbe aiutare chi è decimo a salire al nono e chi è al settantesimo ad arrivare al cinquantesimo».

Che effetto fa vedere giovani di 25 anni che si propongono per guidare le aziende della cooperativa?

«Abbiamo avuto al nostro incontro di presentazione del progetto Giada Zamboni, capo di un’azienda all’avanguardia, con una storia importante e un’attenzione particolare per la qualità. Quando alcune settimane fa si sono presentati a noi due ragazzi che volevano conferire il latte a noi attraverso delle stalle attive, la prima cosa che ho chiesto è di che anno erano: mi hanno risposto che sono nati nel ’99. Volevano continuare la tradizione dei nonni».

«Un prodotto sempre più di montagna»

Anna Gaviglio (Università Statale): «Ecco come aiuteremo le imprese»

Anna Gaviglio è docente del dipartimento Vespa dell’Università degli Studi di Milano nell’ambito dell’economia estimo-rurale. È stata incaricata da Attilio Tartarini, coordinatore del Progetto integrato di filiera, di sviluppare l’applicazione grazie alla quale gli allevatori dovrebbero acquisire e condividere informazioni con maggiore facilità.

Perché le aziende avranno vantaggi da questa innovazione?

«È una strategia che porta valore aggiunto al territorio, con cui è fondamentale colloquiare. Un progetto che unisce innovazione, digitalizzazione e comunicazione. Darà la possibilità di avere un prodotto sempre più di montagna, come da denominazione».

Come mai l’Università Statale si è avvicinata a questo progetto?

«Siamo un’istituzione di ricerca, è il nostro compito al di là della docenza. Quel che riguarda la filiera dalla produzione al consumatore ci interessa. Per questo mi hanno contattato qualche anno fa per chiedere se avessimo voluto diventare partner di questo progetto».

Qual è il vostro compito?

«Ci occuperemo di identificare i fattori tecnico-economici che devono essere prelevati dall’azienda agricola attraverso questa app. Devono essere informazioni che verranno elaborate, serviranno all’imprenditore stesso per capire le sue performance e anche alla latteria sociale per capire il livello di tutti i soci. In più coadiuveremo il settore informatico nell’identificazione degli indicatori più importanti per fornire tali dati, che poi verranno elaborati ad hoc».

Qual è stata la risposta degli allevatori alla vostra applicazione?

«Nel progetto ci hanno presentato solo le aziende caso studio, che non possono essere centinaia perché ne servono meno. Noi però avremo anche il compito di monitorare quale sarà il grado di soddisfazione, se ci sono migliorie da aggiungere. Lo faremo con un questionario rivolto a tutti i soci per capire cosa pensano di questa tecnologia».

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