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29. 09. 2020 08:39

SEO e posizionamento di un sito: intervista con l’esperto Lukas Mollberg

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La SEO è uno degli argomenti più vasti correlati ai siti web. Da un lato può fare la differenza generando milioni di visite, ma dall’altro, se non usata a dovere, può comportare vere e proprie penalizzazioni, rendendo un sito completamente invisibile.

Data l’importanza dell’argomento, oggi abbiamo deciso di intervistare un esperto in materia, Lukas Mollberg, fondatore del sito Casinoble e scrittore sul web da quasi vent’anni.

Salve Lukas, grazie per aver accettato l’intervista. Prima di tutto, volevamo chiederti, quali sono le difficoltà maggiori che hai avuto con la SEO?

Salve, vi ringrazio per l’invito. Credo che il problema principale che ho avuto sia stato dovermi adattare all’evoluzione dell’ottimizzazione per motori di ricerca negli anni. Nei primi anni mi bastava creare un sito il cui nome iniziasse per A, posizionarlo su più directory possibile e magicamente ottenevo visite. Questo perché le directory erano in ordine alfabetico e molti utenti cliccavano proprio sui primi siti. Pian piano le cose sono cambiate, e oggi posso dire che non ci sono più scorciatoie. Contenuti di qualità che attirano e trattengono gli utenti sono un punto chiave per rendere il sito rilevante agli occhi di Google. Anche tenersi informati sulle ultime tendenze e restare al passo con la tecnologia non è semplice, ma può fare davvero la differenza per un sito.

Qual è stato un errore che hai commesso in passato in termini di SEO?

L’errore più grande è stato concentrarmi sul rendere i siti tecnicamente perfetti, arrivando a dimenticarmi delle emozioni trasmesse agli utenti. Puoi avere un sito velocissimo, dotato di immagini in alta definizione, ben posizionato per migliaia di parole chiave, ma se non trasmetti qualcosa agli utenti questi non si affideranno al tuo servizio e cercheranno sempre qualcos’altro. Questo è ancora più importante per siti e-commerce, in cui trasmettere qualcosa a un utente può significare una vendita.

Pensi che un’attività possa fare a meno della SEO e focalizzarsi solo su altri canali come i social?

La nascita di social media come Facebook e Instagram ha portato alcune persone a chiedersi se si potesse fare a meno di SEO e Google stesso, concentrando tutte le risorse sulle pagine social. Personalmente, non penso che un’attività possa affidare tutta la comunicazione sui social. Sono sicuramente uno strumento importante per attirare dei clienti, ma quando arriva il momento di fare acquisti e cercare informazioni dettagliate, gli utenti si rivolgono maggiormente sul sito vero e proprio, per cui apparire nelle ricerche Google è, e probabilmente resterà sempre, fondamentale. Inoltre, essere vincolati alle caratteristiche di un social non è sempre il massimo, soprattutto per alcune attività che necessitano di maggiore libertà, in termini di design e funzionalità. E se il social dovesse chiudere o limitare la visibilità delle pagine? Investire di più su sito e posizionamento non è mai uno spreco.

Un’ultima domanda, qual è un fattore sottovalutato che può fare la differenza nella SEO?

Potrei elencare tanti fattori che generalmente vengono sottovalutati, tuttavia, penso che le ricerche vocali siano qualcosa a cui molti sviluppatori di siti non prestino ancora particolare attenzione. Tutti si focalizzano sull’apparire per quella parola chiave, anziché un’altra, ma pochi pensano che il sito può essere rintracciato anche da domande poste agli assistenti vocali. In questo senso, la chiave è disporre di una sezione di domande frequenti pensata per coincidere con quelle che potrebbe essere delle potenziali domande poste agli assistenti vocali, in modo che il sito venga visto come rilevante dagli stessi.

Ringraziamo Lukas per il tempo che ci ha dedicato!

 

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