«Vogliamo riportare il Micam a ridosso della Fashion Week»

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«Vogliamo riportare il Micam a ridosso della Fashion Week»

È un passaggio doveroso quello di Luigi Di Maio al Micam, la manifestazione dedicata alle calzature più importante al mondo. È il primo approccio del governo a un settore, quello della moda, trainante per il Paese e che deve essere monitorato e tenuto sotto controllo. E aiutato al bisogno perché è il nostro biglietto da visita in tutto il globo.

«Apriamo l’86ª edizione di Micam in un clima ancora caratterizzato da una congiuntura poco premiante», le parole alla vigilia di Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici. «La ripresa del settore non si è materializzata neppure nella prima parte del 2018. I primi cinque mesi dell’anno hanno registrato un export che migliora in valore (+3,2%), ma perde lievemente in quantità di paia di scarpe esportate (-1,7%). I consumi interni restano al palo (-1,6% in spesa). E poi preoccupa il persistere delle difficoltà in importanti aree di sbocco internazionali. In particolare nell’area CSI il recupero rilevato nel 2017 si è interrotto e i primi cinque mesi 2018 registrano un calo del 6% in valore, con flessioni del 9,1% per la Russia».

E insiste sul costo del lavoro troppo alto e su una burocratizzazione asfissiante. Il messaggio di questa edizione di Micam si condensa in uno spettacolo/evento da supporto al momento non particolarmente positivo. Kinky Boots, pluripremiato musical di Broadway che sbarcherà in Italia a novembre con la sua carica di speranza, allegria e un pizzico di sana follia, fa ben sperare per il futuro.

KINKY BOOTS • «Attraverso Kinky Boots, Micam punta a far riflettere in modo nuovo sul valore del ricambio generazionale nelle imprese a conduzione familiare che anche in Italia costituiscono il fulcro del settore calzaturiero. Enfatizzando l’importanza del sapersi reinventare con coraggio, a volte anche facendo scelte particolarmente azzardate, il messaggio del musical racconta la storia di un riscatto possibile ma mette in risalto anche le persone che animano la produzione di una calzatura di qualità. Nell’edizione del salone dedicata all’invidia, abbiamo portato in scena personaggi che da questo sentimento riescono a liberarsi, trovando ciascuno una propria crescita e una propria identità, oltre gli stereotipi sociali, i legami familiari e le costrizioni del passato».

GENERAZIONI • Annarita Pilotti è donna forte e tenace che mai ha mollato nella vita. Da maestra a poliziotta fino a occuparsi di moda, il passo è stato lungo e non sempre facile. Con il marito Graziano Cuccù ha fondato il marchio Loriblu diventando la regina delle scarpe: «Siamo a Porto Sant’Elpidio in provincia di Fermo nelle Marche. È il nostro terzo stabilimento, una sede di 15mila metri quadri, spero definitiva. Ora vi sono entrati i primi tre figli grandi: la ventottenne Sara si occupa di negozi e retail, la ventiseienne Claudia di amministrazione e il venticinquenne Riccardo della produzione. Mentre Michela, che ha vent’anni, sta ancora studiando. Graziano però non perde la sua vena artistica e ancora oggi le forme le crea lui con lo stucco, il legno, la raspa e la lima».

FUTURO • Quanti sono i punti vendita di Loriblu? «Venti negozi monobrand a gestione diretta a Milano, Roma, Firenze, Bari e poi a Londra e a Parigi. E 28 showroom nel mondo: Dubai, Qatar, Pechino, Mosca, Kiev, San Pietroburgo, Polonia. Stiamo investendo anche nel mercato americano. Le nostre scarpe sono indossate da Laura Pausini a Simona Ventura, da Mara Venier a Carlo Conti. E molte si vedono sfilare sui red carpet».

Da presidente di Micam ha portato via parecchio tempo all’azienda: «Mi ammoniscono continuamente, ma sono arrivata al capolinea. È rimasto poco, finirò a giugno e poi tornerò a dedicarmi totalmente alla nostra impresa. Questa di settembre è la penultima edizione di Micam che mi vedrà presidente. Continuerò comunque a lavorare sui progetti dei nostri calzaturieri anche se entrerò tra poco nel semestre bianco. Poi sarà il presidente nuovo a decidere se portarli avanti. Stiamo trovando accordi con Fieramilano per riportare nel 2020 il Micam a ridosso della Fashion Week. Ne beneficerà il prossimo presidente, ma soprattutto il settore e i calzaturieri. Spero di lasciare una bella eredità».