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Milano
17. 09. 2021 15:14

118, telefoni intasati: i pronto soccorso diventano specchio della crisi milanese

I centralini dei pronto soccorso sono roventi: i dati allarmanti

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È ufficiale: a partire da oggi il triage dei pronto soccorso milanesi verrà effettuato nell’ex parcheggio di via Novara, che nei giorni scorsi era stato adibito ad area tamponi drive through. Da mercoledì verrà attivato anche un nuovo spazio in Fiera per visitare i pazienti codice verde ed alleggerire la pressione sugli ospedali.

Specchio della crisi. I dati dei pronto soccorso dimostrano quanto Milano sia l’epicentro della seconda ondata. Le chiamate al 118 sono in media nell’ultima settimana 2.059 al giorno con una punta di 2.239 lo scorso 2 novembre. Di queste chiamate il 40% è riconducibile a sintomi Covid: febbre, tosse, anosmia, diarrea, problemi respiratori.

Niguarda

Anche gli accessi in ospedale destano preoccupazione: solo al Niguarda si parla di 180 ricoveri al giorno di cui il 50% finisce in area Covid. «Abbiamo un afflusso nettamente superiore a tutti gli altri pronto soccorso della provincia – dice il direttore Andrea Bellone – perché abbiamo “vicariato” i problemi degli altri. Il nostro pronto soccorso tiene perché riusciamo a non congestionarlo avendo riconvertito nove reparti in reparti Covid. Il fabbisogno di ricovero è cresciuto di molto: avere 90 pazienti in area Covid significa che almeno 30 al giorno devono essere ricoverati. Se moltiplichiamo questi numeri per tutti i pronto soccorso milanesi la situazione diventa insostenibile».

 

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